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La contromossa di Gravina non permetterà ai top club di tenere due piedi in una scarpa

La contromossa di Gravina non permetterà ai top club di tenere due piedi in una scarpaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Insidefoto/Image Sport
lunedì 26 aprile 2021 16:48Il corsivo
di Raimondo De Magistris

La Federazione questa volta non ha fatto finta di nulla. Gabriele Gravina, il presidente della FIGC, quest'oggi in Consiglio Federale è passato al contrattacco. Ha chiesto e ottenuto una norma che complicherà non poco i piani di quei presidenti come Andrea Agnelli che la scorsa settimana hanno visto naufragare il progetto Superlega ma non hanno rinunciato al progetto.

Da oggi, infatti, all'articolo 16 delle Noif, le Norme organizzative interne federali, è stato aggiunto un nuovo paragrafo. E riguarda le squadre che decideranno di iscriversi a campionati, come la Superlega, non riconosciuti dalla Federazione, né dalla UEFA o dalla FIFA. "Ai fini della iscrizione al campionato la società si impegna a non partecipare a competizioni organizzate da associazioni private non riconosciute dalla FIFA, dalla UEFA e dalla FIGC", si legge.
Insomma, la partecipazione a questi tornei organizzati da associazioni private comporta la decadenza dell'affiliazione dalla Federazione. E' una norma durissima, perché anche nelle 48 ore in cui la Superlega s'è trasformata da idea a progetto concreto nessuno ha detto di voler rinunciare al campionato nazionale. Anzi. Andrea Agnelli una settimana fa fu chiarissimo: "Abbiamo tutta l'intenzione di restare in Serie A". Bene, adesso non sarà più possibile. Chi ritiene di voler partecipare a una competizione non prevista e non autorizzata da FIGC, UEFA e FIFA, perderà l'affiliazione.
"Chi ha interpretato la Superlega come un atto di semplice debolezza da parte di alcune società che vivono difficoltà economiche, sbaglia - ha detto quest'oggi Gabriele Gravina -. Al momento non abbiamo notizia di chi è rimasto e chi è uscito. Questa norma verrà inserita nelle licenze nazionali e poi sarà incardinata nel codice di giustizia sportiva. Se, entro la scadenza delle domande ai campionati nazionali, qualcuno aderisce ad altri campionati di natura privatistica, è fuori".

La decisione, rapida ma ponderata, è del tutto legale. Perché la FIGC non ha impedito alle società di iscriversi a tornei privati, ma li ha messi dinanzi a un aut aut: o partecipate a questi tornei, o partecipate ai nostri campionati. Insomma, un duro colpo al progetto Superlega. Soprattutto l'impossibilità d'ora in poi per le big del nostro campionato di tenere due piedi in una scarpa.
In sintesi: chi in futuro vorrà partecipare a un progetto Superlega o a qualcosa di simile dovrà del tutto salutare la Serie A, non c'è altra soluzione.

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