L'Iran è arrivato in Messico: misure di sicurezza straordinarie e un obbligo da rispettare
La nazionale iraniana è arrivata stamattina a Tijuana, città di confine tra Messico e Stati Uniti, dove è stato stabilito il quartier generale in vista della preparazione mondiale. In un primo momento il ritiro era previsto a Tucson, in Arizona, ma la sede è stata spostata all’ultimo momento sotto pressione politica e per ragioni legate al conflitto tra Stati Uniti, Iran e Israele.
All’atterraggio, la delegazione ha avuto per pochi secondi la vista del territorio statunitense attraverso il finestrino dell’aereo, senza però poterlo raggiungere. Durante la competizione, riporta RMC Sport, la squadra giocherà le sue partite negli Stati Uniti, ma tornerà sempre in Messico per il ritiro, una soluzione imposta e negoziata tra FIFA e autorità locali. All’arrivo, i giocatori sono stati scortati dalla Guardia Nacional messicana, che ha predisposto un imponente dispositivo di sicurezza. A Tijuana, una città di oltre un milione di abitanti, è stato attivato un vero e proprio "piano di protezione" che coinvolge centinaia di agenti, presenti giorno e notte attorno alle strutture della squadra.
Il ritiro si svolge allo stadio Caliente, impianto abitualmente utilizzato dal Club Tijuana, mentre la squadra alloggia in un hotel a pochi metri dall’impianto. Nonostante la forte presenza delle forze dell’ordine, al momento non si registrano tensioni o proteste nell’area. Intanto proseguono i contatti tra federazione iraniana, FIFA e governo statunitense per risolvere le questioni legate ai visti e alla logistica degli spostamenti. Restano infatti da definire i trasferimenti verso Los Angeles, dove la nazionale disputerà le prime gare del torneo.






