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Dalla Roma alla Nazionale, il periodo ‘no’ di Zaniolo. E domenica ancora a rischio panchina

Dalla Roma alla Nazionale, il periodo ‘no’ di Zaniolo. E domenica ancora a rischio panchina TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
autore
Dario Marchetti
giovedì 31 marzo 2022, 08:30Serie A

La Nazionale doveva rappresentare un slancio in vista del rush finale di stagione per Nicolò Zaniolo e invece rischia di trasformarsi in un grosso effetto boomerang. Mourinho, dopo aver trovato il suo equilibrio nel derby con il numero 22 giallorosso in panchina, sperava di riabbracciare un calciatore rinfrancato dalla sosta per le nazionali, ma l’addio al Mondiale prima e Mancini dopo non hanno fatto altro che gettare benzina sul fuoco. A far rumore, infatti, c’era stata l’esclusione dai convocati per la sfida decisiva con la Macedonia del Nord. Poi l’impossibilità di giocare il Mondiale non ha certo migliorato l’umore di Zaniolo, graffiato nuovamente anche dalle parole di Mancini dopo la vittoria contro la Turchia. “Deve imparare a giocare con gli altri” è la critica mossa dal tecnico al talento di casa Roma a chi gli chiedeva del perché lo abbia sostituito al 45’. Insomma, un break dal campionato tutt’altro che rigeneratore per il trequartista giallorosso, rientrato ieri a Trigoria.

Da oggi, però, avrà a disposizione tre allenamenti per provare a ribaltare una gerarchia che anche con la Sampdoria domenica potrebbe vederlo cominciare dalla panchina. Mourinho vorrebbe confermare il modulo con i due trequartisti (Pellegrini e Mkhitaryan) dietro l’attaccante con Cristante e Oliveira in mezzo al campo e la coppia Karsdorp-Zalewski sugli esterni. Con questo assetto non c’è spazio per Nicolò a meno che lo Special One non rinunci a uno tra Pellegrini e Mkhitaryan. Impensabile od oggi, vista la centralità del capitano della Roma e di Miki. Nicolò dovrà sgomitare per ritagliarsi un posto, ma con Mourinho funziona così. Nessuno ha il posto assicurato, sono vietati gli atteggiamenti naïf e da gente come Zaniolo è certo di ottenere una risposta usando il metodo del bastone e della carota. In passato ha già funzionato, come con lo Spezia. Dove Nicolò subentrò risultando decisivo. Mou si augura che possa succedere ancora perché la stima nei suoi confronti non è mai mancata. Anzi, vuole trasformarlo nel valore aggiunto della sua Roma.

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