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esclusiva

Maiorino racconta Pedri: "Sarà tra i più grandi. Per lui il calcio è gioia"

ESCLUSIVA TMW - Maiorino racconta Pedri: "Sarà tra i più grandi. Per lui il calcio è gioia"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
martedì 06 luglio 2021 14:08Serie A
di Marco Conterio
fonte dall'inviato di TMW a Euro 2020 - da Wembley

Rocco Maiorino è stato l'uomo che per primo ha creduto nel grande gioiello della Spagna, Pedri. Suo ds al Las Palmas, lo ha visto esordire, crescere, sbocciare. L'ex uomo mercato del Milan ha raccontato così, nel giorno della semifinale di Euro 2020 tra Italia e Furie Rosse, Pedri e non solo, in esclusiva per Tuttomercatoweb.com.
In un'intervista rilasciata ieri, Pedri ha avuto modo di ringraziarla per esser stato il primo a puntar forte sulle sue qualità.
"Mi ha fatto molto piacere. Quando lavori con dei giocatori, con dei ragazzi, la cosa che ti fa più piacere è aver lasciato loro qualcosa. Aver fatto del loro percorso, che abbiano un buon ricordo di te. Sono contento per Pedri, mi fa enormemente piacendo e quel che continuerà a fare per i prossimi quindici anni".
E' cambiato profondamente come ruolo
"Per me è sempre stata una mezzala offensiva, con noi ha giocato da esterno ma non era un esterno di strappo ma uno che veniva dentro a giocare. Il mister lo fece per farlo coesistere con Jonathan Viera, ma ha mezzi e modi per dettare i tempi. Questo ruolo, che ha al Barcellona e in Nazionale, è il suo congeniale. Gli piace definire più che concludere".
In cosa lo vede maturato?
"Non noto grandissime differenze ma questo è positivo".
In Spagna oggi scrivono che 'gioca per divertirsi'
"Era con noi al Las Palmas, dopo che è tornato dal Mondiale U17 in Brasile, dopo un mese, stava giocando ogni tre giorni e con noi le aveva giocate tutte. Quindici ore di viaggio, è arrivato a Madrid, è arrivato alle Canarie e si voleva allenare in campo con gli altri nonostante gli avessimo detto 'recupera due-tre giorni'. Stava palleggiando, stava facendo defaticamento ma si annoiava...".
A livello caratteriale com'è?
"E' timido ma solare, alla mano, divertente. Però è ancora un ragazzino, anche se in campo è un veterano".
Da ds del Milan ha visto iniziare la favola di Locatelli.
"Locatelli è stato preso a sette anni dal responsabile dell'attività di base. Poi ha esordito con noi in prima squadra come Donnarumma. Nel suo percorso è stato bravissimo Roberto De Zerbi, lo ha cresciuto e lo ha reso di livello internazionale: Manuel ha dimostrato di poterci stare. Il ragazzo si riconosceva, sapeva e sapevamo che era diverso dagli altri: il problema era creargli un percorso. Il salto in prima squadra al Milan, così giovane, forse lo ha condizionato, ma De Zerbi lo ha fatto crescere in ogni senso"
Nel suo Milan ha avuto un percorso anche un altro azzurro come Pessina.
"Pessina lo soffiammo all'Inter prendendolo dal Monza. Lo detti in prestito, all'inizio ha faticato e giocato poco. Nell'ultimo anno con noi era ancora in prestito a Como. L'Atalanta gli ha fatto poi fare un grande percorso, dandolo a Verona e riprendendolo: poi nel momento decisivo, quando poteva puntarci, ci ha creduto facendolo giocare. E' stata una progressione perfetta".
Del suo Milan c'è poi un certo Donnarumma...
"Ha confermato di essere tra i migliori al mondo. E' determinato, mentalmente. La sua forza mentale, oltre che le capacità tecnica, è fondamentale: per la sua giovane età e per le sue qualità, diventerà il numero uno al mondo".
Parigi scelta giusta o no per la carriera?
"Difficile rispondere, dovrei sapere i margini e i dettagli della trattativa del Milan per dare una risposta. Se ha scelto Parigi avrà avuto le sue ragioni per farlo e il Milan per lasciarlo andare".

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