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Higuain a 360°: "Via dall'Europa perché avevo perso la gioia ma senza rimpianti"

Higuain a 360°: "Via dall'Europa perché avevo perso la gioia ma senza rimpianti"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Image Sport
martedì 15 giugno 2021 00:27Serie A
di Luca Bargellini

Ospite della BoboTv Gonzalo Higuain, ex attaccante della Juventus, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla sua avventura all’Inter Miami: “A Miami mi sento a meraviglia, qui ho trovato la serenità fuori dal calcio. Sto benissimo. Sono felice”.

Perché hai scelto di andare negli USA?
“In Europa non trovavo la serenità fuori dal calcio. Non riuscivo a dare niente di più. Buffon mi ha detto che quando non avrei più sentito il fuoco dentro sarebbe stato il momento di cambiare. Così ho cambiato e sono venuto a cercare la gioia, il divertimento in una città che ho scoperto essere meravigliosa.

Com’è la MLS?
“Pensavo di giocarci con la sigaretta e invece si fa fatica perché è un campionato duro. Ho imparato che è simile al calcio italiano. In Spagna e Inghilterra è più facile fare bene, mentre in Italia se non conosci il campionato soffri. Qui è la stessa cosa”.

Com’era giocare con Cassano?
“Gli voglio bene perché mi ha fatto fare il primo gol in Europa. Contro l’Atletico Madrid. Per me Antonio è uno dei giocatori più forti con cui ho mai giocato. Se avesse voluto avrebbe fatto molto di più. Il ricordo più bello? Quando fermò l’allenamento del Real con Capello allenatore perché aveva perso un orecchino e tutti erano a cercarlo. Compreso quelli dello staff. Da quel giorno l’ho amato”.

Il Bernabeu?
“E’ dura. Se fai un passaggio indietro e ti fischiano”.

Beckam come presidente?
“Adesso è a Londra ma spesso viene da noi. E’ una persona fantastica. E posso dire di aver avuto la fortuna di averci giocato insieme”.

Messi?
“Se c’è qualcosa che non si adatta a Leo è per colpa degli altri. Se fai le cose normali giocando con lui, come con Cristiano Ronaldo, hai come minimo 2/3 occasioni a partita. Per me è stato un privilegio giocare insieme a lui”.

Qual è la differenza fra Messi e CR7?
“Possono piacere più o meno l’uno o l’altro ma tutto quello che hanno fatto se lo sono meritato. Ronaldo con il lavoro si è conquistato il posto alla pari con Leo altrimenti di Palloni d’oro ne avrebbe vinti dieci di fila”.

Cosa serve ad un centravanti oggi per fare bene?
“Il calcio è cambiato. Quando giocavo a Madrid ero una punta centrale mentre con Sarri ho imparato ad aiutare la squadra. Quando poi sono arrivato alla Juve quasi finisco a fare il centrocampista centrale”.

In cosa è più difficile il campionato italiano?
“Il primo anno ho sofferto, poi quando è arrivato Sarri sono andato meglio. Prima dell’arrivo di Maurizio ero indeciso se continuare, poi ci ho parlato e in cinque minuti mi ha convinto a restare. Con lui poi ho fatto 36 gol. E’ stato un grande maestro, è stato uno dei migliori allenatori che ho avuto. In Serie A ci sono meno spazi, ma se vuoi lo trovi. Devi avere la qualità per farlo e per segnare. A Napoli con Sarri ci siamo divertiti e abbiamo mancato lo scudetto solo perché la Juve ha vinto sempre. Non vincere facendo 91 punti è qualcosa di incredibile”.

L’ambientamento alla Juventus?
“Arrivavo da Napoli che era un altro mondo. A Torino invece c’era un’altra mentalità. Tutti i giorni in palestra. Detto questo mi sono trovato bene”.

Marchisio?
“Tre ore al giorno per decidere cosa indossare il giorno dopo. E io? In tuta”

Perché Sarri è durato solo un anno alla Juventus?
“Penso non sia riuscito a trasmettere il suo gioco ai giocatori. Sarri voleva giocare sempre a due tocchi anche se era rischioso. Alcuni giocatori non erano contenti di giocare in questo modo”.

Rimpianti?
“Nessuno. Quando ero bambini sognavo di fare carriera, giocare in Nazionale. Ho fatto tutto quello che ho fatto e di più. Si può vincere o meno ma ho giocato la finale del Mondiale, della Champions. Ho segnato in ogni campionato. Tutti gli obiettivi che mi ero posto li ho raggiunti. Io non penso solo al risultato ma come ci arrivo. Con la Nazionale ho vissuto una generazione magnifica. Per questo ho lasciato l’Europa: non avevo più il fuoco dentro. Non ho vinto tutto ma non potevo forzarmi per cercare di vincere. Non riuscivo a dare di più”.

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