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Inter, fulmine a ciel sereno: Lautaro si ferma ancora, domani c'è il Como

Inter, fulmine a ciel sereno: Lautaro si ferma ancora, domani c'è il Como
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 07:00Serie A
Bruno Cadelli

Lautaro Martinez si ferma ancora, ed è il classico fulmine a ciel sereno quando il sole era tornato a splendere sulla Pinetina. Dopo essere tornato in campo al termine di un’assenza di 46 giorni - segnando una doppietta decisiva contro la Roma - il capitano nerazzurro torna ai box, proprio quando la sua carica aveva rianimato la squadra al termine di un marzo nerissimo. Forse fin troppo buio per essere vero. Gli esami alla clinica Humanitas di Rozzano riportano tutto al giorno zero, evidenziando un lieve risentimento muscolare al soleo della gamba sinistra. Sempre un guaio muscolare, sempre il polpaccio. Anche se non si tratta di una ricaduta rispetto all’infortunio patito nella gara d’andata contro il Bodo Glimt, il problema del capitano nerazzurro è comunque preoccupante: il numero 10 salta la trasferta con il Como, non ci sarà a San Siro con il Cagliari e non scenderà in campo nemmeno il 21 aprile al Meazza, quando l’Inter affronterà la squadra di Fabregas nella semifinale di ritorno di Coppa Italia.

Chivu non si mette le mani nei capelli, certo, ma è costretto a correre ai ripari. Con i lariani allora toccherà ancora a Pio Esposito, in coppia con Marcus Thuram. Il classe 2005 dovrà cancellare quanto accaduto in Nazionale e farsi trovare pronto, perché lo stop dell’argentino ha ridisegnato le gerarchie offensive dei nerazzurri. L’Inter domenica sera potrebbe scendere in campo con il Napoli distante quattro punti – qualora gli azzurri dovessero vincere a Parma, tutt’altro che improbabile – e un eventuale passo falso spalancherebbe di nuovo le porte per la rimonta tricolore. “Andiamo a guardare chi ci sta davanti”, disse Conte quando sulla panchina della Juventus (al primo anno in bianconero), si stava giocando lo scudetto nel rush finale con Allegri. E tutti si ricordano come andò a finire. Compreso Chivu, che all’epoca era ancora un giocatore dei nerazzurri.

A ruoli invertiti l’allenatore rumeno dovrà fare appello alla sua capacità di infondere calma e tranquillità, per far sì che l’energia positiva accumulata contro la Roma non affondi nelle acque del lago. Il rischio c’è, anche se nel match con i giallorossi alcuni segnali positivi non erano arrivati solo da Lautaro: Thuram in primis, Calhanoglu, anche Barella. Perso un leader non si devono, (o non si dovrebbero), sfaldare gli altri. Sarebbe un peccato capitale soprattutto nel rettilineo finale. Domani oltre a Lautaro non ci sarà nemmeno Bisseck. Contro Nico Paz, Diao, e soci toccherà al terzetto composto da Akanji, Acerbi e Bastoni.

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