Inter, ora è davvero fuga scudetto. E anche Chivu può togliersi qualche sassolino
Senza Lautaro e con la pressione di dover chiudere il discorso scudetto. Sotto 2-0 e con brividi finali da film dell'orrore. L’Inter è tornata a ruggire quando contava di più, vincendo una delle partite più sofferte della stagione. Al Sinigaglia finisce 3-4, ma la partita di ieri sera è cominciata la fischio finale del Tardini, con il Napoli incapace di vincere a Parma per mettere pressione ai nerazzurri. Il Como di Fabregas, affamato di Champions League, al 45’ era avanti grazie ai sigilli di Valle e Nico Paz. Il calcio però è (insieme al tennis) lo sport del diavolo, e quando è salito in cattedra Thuram la storia si è capovolta nel giro di una manciata di minuti. Prima la zampata nel recupero del primo tempo - su assist di un redivivo Barella - poi il pareggio al 49’ sfruttando una topica di Kempf e Butez. Il 2-2 si è trasformato in 2-3 grazie a Dumfries, tornato per far capire a tutti quanto sappia sempre essere decisivo quando conta. Un tuffo di testa da tempi d’oro, poi un sinistro da bomber vero. L’olandese è tornato volante e i nerazzurri hanno spiccato il decollo. C'è stato spazio poi per il calcio di rigore di Da Cunha e l'assedio finale alla porta di Sommer, ma al fischio finale di Massa l'urlo più forte è stato quello di Chivu. A sei giornate dalla fine il vantaggio sul Napoli è di nove punti. Un distacco che profuma di sentenza. Gli scaramantici tengono ancora lo champagne in ghiacciaia, ma anche il più pessimista degli interisti non può che essere consapevole di quanto il traguardo scudetto sia ormai vicino.
Una serata da incubo si è trasformata in una festa totale. Quello che aveva chiesto Chivu al termine di Parma-Napoli, quando l’Inter è scesa in campo con sei punti di vantaggio da incrementare per chiudere a doppia mandata il discorso campionato. Il Como ha mostrato il suo volto migliore e tutti i suoi difetti, incantando com palleggio e qualità tecnica - Nico Paz sontuoso per ampi tratti di gara - ma incappando nei soliti difetti strutturali e mentali quando doveva alzare il livello. L’Inter invece è tornata grande capitalizzando al massimo ogni occasione creata. Quattro tiri in porta e quattro gol, con Lautaro Martinez in panchina per stare comunque vicino ai compagni nonostante il nuovo infortunio al polpaccio. Recupererà con calma, perché gli altri leader non hanno tradito quando contava.
Tra Roma e Como tanti si aspettavano sudore e lacrime. Invece le ultime due partite hanno esaltato i nerazzurri oltre misura: Nove gol segnati, cinque subiti (di cui uno, con la Roma, sul punteggio di 5-1). Anche un combattente come Conte vedendo questo ruolino di marcia forse dovrà sollevare bandiera bianca. Perché se è vero che tutto nel calcio può succedere, è altrettanto vero sottolineare quanto l’Inter non sia crollata proprio quando la salita sembrava più ripida e sdrucciolevole. In una stagione in cui quasi mai è andato fuori dalle righe, Cristian Chivu ai microfoni di Dazn si è permesso (anche giustamente) una punzecchiatura nei confronti dei suoi colleghi: "Scudetto? Anche noi ci stiamo avvicinando all'obiettivo Champions", ha detto l'allenatore rumeno. L'anno scorso la vittoria al Sinigaglia all'ultima giornata fu inutile, con il Napoli festante al Maradona. Ora invece è cambiato tutto. E l’ultimo chilometro è tutt’altro che ripido.











