L'Hellas e l'equivoco tattico contro la Fiorentina. La sfida con lo Spezia, ora, è da dentro o fuori
Occasione fallita, ma nulla è compromesso. Va però rimarcato come dalla sconfitta contro la Fiorentina riecheggi un piccolo campanello d'allarme per l'Hellas, legato alla vulnerabilità di una difesa infilzata per due volte nel primo tempo, e risparmiata in almeno altre due o tre occasioni. L'avversario era superiore, ma differenza della trasferta di Roma i presupposti erano differenti: si giocava al Bentegodi, davanti a 18mila persone, contro una squadra che, in Serie A, non viveva un momento particolarmente brillante.
L'equivoco offensivo e il dentro o fuori con lo Spezia
Le cause di un k.o. sono sempre molteplici, di certo non ascrivibili a questo o quel singolo, o ad una situazione specifica. La gara di ieri lascia però in dote una perplessità: la scelta di affidarsi ad una punta mobile come Lasagna avrebbe avuto una logica qualora la squadra avesse cercato un fraseggio palla a terra, puntando sulle ripartenze e sulla velocità dei propri attaccanti. E invece il copione non si è discostato da altre gare, con una ricerca costante della palla lunga per un riferimento che non c'era. Per scelta. Sconfessata non tanto dall'erroraccio nel primo tempo dello stesso Lasagna, che è episodico, ma piuttosto dal piccolo 'equivoco' di cui sopra. L'Hellas ha rallentato la propria marcia, per la prima volta in maniera così brusca in questo 2023. Nulla è perduto, ovviamente: si era partiti da un meno otto dal quartultimo posto, che ora dista appena tre lunghezze. La sfida tra una settimana contro lo Spezia acquisisce però un'importanza capitale: perdere brucerebbe diversi jolly nella rincorsa alla salvezza, vincere varrebbe l'aggancio al diciassettesimo posto per la prima volta in stagione. Dentro o fuori: dopo due sconfitte consecutive, il Verona si trova di fronte ad un bivio.






