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Fiorentina, Mandragora: "La volontà di Italiano ha pesato molto. Ruolo? Mi sento play"

LIVE TMW - Fiorentina, Mandragora: "La volontà di Italiano ha pesato molto. Ruolo? Mi sento play"TUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 6 luglio 2022, 12:22Serie A
di Dimitri Conti

Alle ore 12:00 il centrocampista Rolando Mandragora si presenta alla stampa come nuovo giocatore della Fiorentina, direttamente dal Museo del Calcio di Coverciano. Rimanete su TMW per la diretta testuale dell'evento.

12:05 - Arrivano Mandragora e il dg Joe Barone. Prende la parola il dg, introducendo il nuovo arrivato: "Vorrei ringraziare il presidente federale Gravina, siamo in un posto importante del calcio italiano. Per noi la casa della nazionale è un orgoglio, il massimo. Il giocatore è stato voluto, cercato e preso da Italiano e da tutta la società. Ricordo la sconfitta per 4-0 a Torino e il gioco di Rolando, ma anche le parole di Pradè e Burdisso nella riunione dopo. Parlavano di leader, di attenzione, di lavoro, di dettaglio. Italiano e la Fiorentina hanno voluto Rolando Mandragora. Qui, con le giovanili dell'Italia, ci ha passato una parte della vita, questo è un luogo in cui tutti noi ci auguriamo che possa tornare. In carriera ha giocato in ogni ruolo del centrocampo".

Quindi, ecco che comincia la conferenza di Mandragora vera e propria.

Italiano è stato qualcosa in più nella scelta?
"Sì, la volontà di mister e società ha pesato molto, così come le ambizioni. Mi sono sentito voluto dal primo momento della trattativa e quando è arrivata la chiamata non ho avuto grossi dubbi".

Che ruolo ha?
"Nel 4-3-3 mi sento un play, ma la duttilità è una cosa sulla quale puntare".

Il Torino le aveva promesso la fascia da capitano?
"Ero molto legato al Torino, ci ho passato un anno e mezzo intenso e bello ma non ho esitato nel venire a Firenze. Mi hanno voluto e questo è importante, ho parlato con i direttori e mi hanno esposto il progetto. Non ci ho pensato due volte. Arrivo in una piazza storica, calorosa, in cui tutti vogliamo fare bene".

Cosa porta in quanto a personalità?
"Arrivo in un gruppo consolidato, che ha fatto una stagione strepitosa. Entro in punta di piedi, sia dal lato calcistico che della mentalità. I ragazzi mi hanno accolto alla grande, qualcuno già lo conoscevo. Vengo per mettere a disposizione le mie doti, con umiltà".

Juric ha fatto di tutto per tenerla? Vuole dimostrare alla Juventus che si sbagliano?
"Sì, ci ho parlato molto ma ho scelto il progetto Fiorentina per vari motivi. Senza esitare. Il mio percorso alla Juventus invece non è mai decollato ma ora il mio unico pensiero è impormi qui a Firenze".

Cosa le è mancato fino a oggi e cosa non mancherà?
"Qui (a Coverciano, ndr) mi sento a casa ed è sempre un piacere e onore esserci. Sicuramente qualcosa mi è mancato sotto l'aspetto caratteriale e tecnico ma ho avuto anche degli infortuni. Spero la Fiorentina mi dia la maturità che desidero e possa arrivare nei palcoscenici che merita".

Era già stato accostato alla Fiorentina?
"Sì, mai nulla di concreto ma ero stato già accostato. Ho iniziato a guardarci quando è arrivato mister Italiano, perché propone un calcio offensivo e di intensità che mi piace. Spero di restituire quanto ha fatto la società per me".

Fiorentina è stimolo per arrivare alla Nazionale?
"È un obiettivo e passerà tramite le prestazioni con la Fiorentina. Sarebbe bello e importante".

Cosa pensa di avere di diverso rispetto a Torreira?
"Non l'ho sentito ma con Lucas ho un bellissimo rapporto, abbiamo giocato assieme a Pescara. Abbiamo caratteristiche molto diverse, fisicamente e tecnicamente. Cercherò di farle mie e rendere nel modo migliore".

Quanto hanno influito in carriera gli infortuni? Ci racconta l'abbraccio con Saponara?
"Gli infortuni purtroppo fanno parte del gioco. In questo momento però sto bene e voglio continuità, dopo essere rimasto bloccato. Ho voglia di rivalsa, non mi piace essere etichettato come fragile. Qualche stop lungo mi ha un po' bloccato la crescita. Con Saponara invece ho spesso giocato contro e ci siamo trovati sempre bene, mi ha accolto alla grande".

Cosa le ha chiesto Italiano?
"Ieri ho conosciuto il mister e visto che lavora con molto entusiasmo, curando il dettaglio. Mi rivedo in certi concetti, c'è solo da lavorare e spingermi oltre nelle carenze".

Si sente un unicum per il tiro da fuori? Che rapporto ha col gol?
"Mi piace calciare da fuori ma non penso di essere l'unico a saperlo fare. Ho voglia di fare gol, tirando da lontano per regalare gioie ai tifosi e a me stesso".

Quale un suo difetto?
"Ne abbiamo tutti, ma io non amo parlare molto della mia persona, sia dei pregi che dei difetti. Lascio questo compito agli altri, a chi mi circonda e mi vuole bene".

Ha scelto il numero?
"Sì, il 38. Ci sono legato, mi fu assegnato al Genoa da 17enne, ci ho esordito e ci sono molto legato".

12:22 - Terminata la conferenza.