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Padova, Mirabelli: "Calabro è l'uomo giusto. Mercato? È solo all'inizio"

Padova, Mirabelli: "Calabro è l'uomo giusto. Mercato? È solo all'inizio" TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Serra
Daniel Uccellieri
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Daniel Uccellieri
Oggi alle 19:48Serie B
Il direttore sportivo del Padova, Massimiliano Mirabelli, presenta Antonio Calabro e illustra il progetto biancoscudato: obiettivo crescita, rosa più giovane e un mercato ancora tutto da sviluppare.

Nel giorno della presentazione di Antonio Calabro, il direttore sportivo del Padova, Massimiliano Mirabelli, ha spiegato le ragioni che hanno portato alla scelta del nuovo allenatore e ha tracciato le linee guida del progetto biancoscudato.

"Oggi è il giorno del nostro nuovo mister. Quando abbiamo dovuto scegliere, tanti allenatori avrebbero voluto venire a Padova, ma noi avevamo in mente un identikit ben preciso: cercavamo un tecnico preparato, capace di accompagnarci nel percorso che abbiamo in mente", ha esordito.

"Questo è il nostro anno zero"

Mirabelli ha sottolineato come il Padova voglia costruire un progetto ambizioso, ma senza bruciare le tappe. "Arriviamo da un momento importante: non eravamo una corazzata, ma siamo riusciti a conquistare la Serie B e a mantenerla. Adesso vogliamo un condottiero con le nostre stesse ambizioni. L'obiettivo finale è la Serie A, non necessariamente quest'anno, ma attraverso una crescita costante. Per noi questo è l'anno zero: dobbiamo costruire basi solide, mattoncino dopo mattoncino, senza presunzione né superficialità. Abbiamo visto tante società investire tantissimo senza raggiungere i risultati sperati e non vogliamo commettere gli stessi errori".

Il direttore sportivo ha ribadito che la scelta di Calabro va proprio in questa direzione: "Siamo convinti che sia l'allenatore giusto per accompagnarci in questo percorso".

Mercato: "Vogliamo ringiovanire la squadra"

Tra i temi affrontati anche il mercato, con Mirabelli che ha confermato la volontà di abbassare l'età media della rosa. "L'anno scorso eravamo tra le squadre più anziane della Serie B. L'intenzione è quella di svecchiare il gruppo e, proprio per questo motivo, Papu Gomez non rientra più nel progetto tecnico. È una persona eccezionale, ci siamo trovati benissimo con lui e avrebbe voluto restare per giocarsi le sue possibilità, cosa che ci fa piacere. Tuttavia dobbiamo rispettare le liste e i programmi della società".

Il dirigente ha comunque precisato che, qualora l'argentino non trovasse una nuova sistemazione, "rispetteremo il contratto e potrà continuare ad allenarsi con noi, anche se potrebbe non essere inserito in lista".

"Il mercato è appena iniziato"

Mirabelli ha invitato l'ambiente a non avere fretta. "Chi si aspettava grandi colpi all'inizio del mercato sarà rimasto deluso, ma noi abbiamo idee molto chiare. È una sessione lunga e vogliamo raggiungere tutti gli obiettivi che ci siamo prefissati insieme al mister. Di fatto non abbiamo ancora iniziato davvero il nostro mercato", ha spiegato.

Tra i primi acquisti ha citato Luca Zanimacchia, definendolo "un giocatore importante che ci permette di rinnovare gli esterni e che rispecchia perfettamente le caratteristiche richieste da Calabro".

Le priorità della rosa

Il direttore sportivo ha poi fatto il punto sui reparti ancora da completare. "Sugli esterni arriveranno ancora due giocatori, mentre della scorsa stagione resterà soltanto Capelli, che proprio oggi ha rinnovato il contratto. In difesa ci servono altri due innesti e anche a centrocampo dovremo intervenire, considerando che potremo giocare sia con due che con tre uomini in mezzo".

Per quanto riguarda l'attacco, invece, servirà ancora un po' di pazienza. "Per arrivare a profili importanti dobbiamo aspettare che si muova il mercato di Serie A. Gli incastri decisivi, di solito, arrivano dopo la metà di agosto".

In chiusura, Mirabelli ha parlato anche della maggiore attenzione che oggi circonda il Padova: "Forse adesso ci sono più riflettori puntati su di noi, ma preferisco avere questo tipo di problemi. La società mi sta mettendo a disposizione tutte le risorse necessarie per lavorare bene e questa è la cosa più importante".

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