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Di Natale riparte dalla Carrarese: "Baldini un padre. Onorato di essere il suo erede"

ESCLUSIVA TMW - Di Natale riparte dalla Carrarese: "Baldini un padre. Onorato di essere il suo erede"
giovedì 22 aprile 2021 11:49Serie C
di Claudia Marrone

Sesto realizzatore di sempre del campionato di Serie A con 209 gol, il giocatore che ha segnato più gol nella massima serie nella decade 2010-2019 (125 reti all'attivo), il vicecampione d'Europa con la nazionale italiana nel 2012, colui che con l'Udinese è divenuto primatista di presenze e di gol in Serie A (385 presenze e 191 reti) e nelle competizioni UEFA per club (37 presenze e 17 centri): il curriculum di Antonio Di Natale parla da solo.
E parla da sola anche la stagione della Carrarese: classifica deficitaria, rosa adesso non più modificabile per regolamenti federali (che hanno chiuso anche il mercato svincolati), due sole vittorie nelle ultime 18 partite giocate.
Ma al classe '77, che ha scelto di intraprendere la carriera di allenatore, tutto questo non ha fatto paura: chiamato alla guida del club lo scorso 11 aprile, in quella che sarebbe stata la sua prima avventura nel mondo professionistico, ha accettato subito questo banco di prova.
E delle sensazioni provate in questo suo nuovo esordio, Di Natale ne ha parlato in esclusiva ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com.

Una sfida non semplice da affrontare, soprattutto per il suo esordio nella veste di allenatore: perché ha accettato?
"Ho un rapporto molto bello con il presidente, qua c'è una società seria con buoni propositi, ed ero felice di poter dare una mano: ho visto poi la squadra, al netto dei numeri recenti, credo abbia buone qualità. Così mi sono buttato, e devo dire che è andata bene la prima, sono molto felice per la vittoria arrivata: ai ragazzi avevo parlato chiaro, ho detto loro quello che pensavo, cercando di lavorare soprattutto sulla loro testa. Il problema era mentale. Rispetto a Baldini, un uomo che per me è come un padre, ho cambiato modulo, ma anche da quel punto di vista ho avuto ottime risposte".

Baldini è per lei come un padre: che sensazioni ha provato nel sedere al suo posto?
"Non avrei mai immaginato di fare il mio esordio da mister, tra i professionisti, al suo posto, ma per me è un onore: i ragazzi hanno dedicato a lui la vittoria, e lo faccio anche io. Nel calcio purtroppo non tu va sempre come dovrebbe, ma questo non toglie che Silvio sia un genio del calcio: io mi sono sempre confrontato molto con lui, quando devo parlare di calcio lo chiamo sempre".

Da calciatore è stato abituato ai massimi palcoscenici: che Serie C ha trovato adesso?
"Il calcio che ho fatto io da giocatore è totalmente diverso da quello attuale, e non è una questione di categorie, è cambiato il sistema, non si possono fare paragoni. Questo poi è anche un anno molto particolare, la situazione sanitaria incide tanto, ma comunque la C è una categoria che apprezzo, perché ti permette di lavorare tanto con i giovani che possono essere il futuro: e lavorare con i ragazzi mi piace. Anche a Spezia, nell'esperienza con l'Under-17, ho visto tanti calciatori che potranno davvero far strada".

A proposito di calcio che cambia, ecco la Superlega: grande bluff o situazione che deve invece tornare in auge?
"Sono assolutamente contrario alla Superlega, e sono felice che sia stato solo un chiacchiericcio di due giorni. Fare un passo indietro è stata un cosa intelligente, perché una cosa del genere avrebbe ucciso il calcio e i sogni non solo dei calciatori, giovani e meno giovani, ma anche dei tifosi: non solo, una Serie A senza Milan, Juventus e Inter non avrebbe neppure senso".

Risposta secca: l'Empoli andrà in Serie A... si o no?
"Si. Ha iniziato benissimo e sta finendo ancora meglio, c'è da fare i complimenti a tutte le varie componenti, dalla società alla squadra passando poi per mister Dionisi, un tecnico davvero in gamba. Manca poco, e gli azzurri potranno festeggiare".

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