Wenger pensa alla Champions sfumata 20 anni fa: "Arrivammo allo stadio 45' prima dell'inizio"
A vent’anni dalla dolorosa finale di Champions League persa contro il Barcellona, Arsene Wenger è tornato a parlare di una delle serate più amare della storia recente dell’Arsenal. L’ex tecnico dei Gunners, oggi direttore dello sviluppo del calcio mondiale alla FIFA, ha ripercorso con lucidità quanto accaduto nella finale del 2006 allo Stade de France, indicando alcuni dettagli organizzativi come fattori decisivi nell’esito della partita.
Intervistato da The Sun, Wenger ha rivelato un retroscena poco conosciuto sulla preparazione del match: "Siamo arrivati allo stadio soltanto 45 minuti prima del calcio d’inizio perché non ci fu permesso di utilizzare l’autostrada per raggiungere lo Stade de France". Un episodio che, secondo il tecnico francese, contribuì ad aumentare tensione e difficoltà in una gara già complicatissima. Resta però soprattutto il rimpianto per quanto successo in campo dopo l’espulsione di Jens Lehmann, arrivata nei primi minuti della sfida.
"Il nostro più grande rimpianto è aver giocato in dieci per 70 minuti", ha spiegato Wenger. "Eravamo comunque avanti 1-0 e abbiamo avuto anche occasioni per raddoppiare, ma non siamo riusciti a sfruttarle. Alla fine abbiamo perso 2-1 contro una grandissima squadra". Quella finale rappresenta ancora oggi una ferita aperta per l’Arsenal, che in quella stagione sembrava vicino a conquistare la prima Champions League della sua storia. Nonostante l’inferiorità numerica, i londinesi riuscirono infatti a passare in vantaggio grazie al gol di Campbell prima della rimonta blaugrana firmata Eto’o e Belletti nel finale.











