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Giochisti o non giochisti, ma alla fine che differenza fa? Pep e Zizou, belli perché vincenti

Giochisti o non giochisti, ma alla fine che differenza fa? Pep e Zizou, belli perché vincentiTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
giovedì 15 aprile 2021 08:00Il corsivo
di Simone Bernabei

E’ stato il tema di discussione della settimana. Quello che ha animato la pubblica piazza in cui si gioca e soprattutto si parla di pallone. Una questione mica solo italiana, quella dell’”esser tutti allenatori”. Anche in Europa infatti il discorso ha dato da bere e da mangiare a radio e siti, quotidiani e opinionisti. E anche volendola cercare, una risposta vera, o più vera, non c’è. Meglio i giochisti o i risultatisti? Questione di gusti certo, ma alla fine c’è sempre quel piccolo dettaglio che fa la differenza nelle valutazioni. Lo 0-0 con cui il Real Madrid di Zinedine Zidane ha sbattuto il Liverpool fuori dalla Champions ha il sapore conosciuto della cultura (calcistica) italiana. I ragazzi di Klopp dovevano attaccare a testa bassa, ovvio. Ma vedere il Real Madrid, e ripetiamo il Real Madrid, fare in finto tonto e giocare da provinciale un po’ ci ha sorpreso. Sì perché questo è stato: squadra corta, chiusa, compatta, baricentro basso e tanto contropiede. Equilibrio, diremmo nel calcio di oggi. Ma poco importa se per lunghi tratti si sono viste 11 maglie bianche dietro la linea del pallone. Perché alla fine ha avuto ragione (ancora una volta) Zizou.

Il termine di paragone non può esser più distante di così. Il Manchester City di Pep Guardiola ha vinto, pur soffrendo enormemente l’esuberanza del Dortmund, e per la prima volta il catalano è riuscito ad arrivare nelle top4 della Champions sulla panchina inglese. Altro discorso è la Premier, dominata in lungo e in largo. Il palleggio e i concetti sono sempre quelli che in molti oramai conoscono e riconoscono. Anche se il tiki-taka di Guardiola ha subito un’evoluzione. Le ragnatele di passaggi restano, ma nel City del doppio confronto col Dortmund si è visto qualcosa di diverso. “Siamo tornati al primo anno, sono ripartito dall’ABC. Meno giocatori pronti a ricevere il pallone e calcio più adatto alle qualità dei giocatori”. I giocatori al centro di tutto. E’ questo il nuovo Pep-pensiero. Con l’estetica che al solito deve però avere una parte da coprotagonista importante. Il risultato comunque c’è, e anzi è migliorato rispetto al passato. Perché il City, pur non arroccandosi dietro come il Real Madrid, è in semifinale di Champions League.

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