Juventus, Spalletti: "Dobbiamo consolidare il posto in Champions"
23:07 - Luciano Spalletti, allenatore della Juventus, ha parlato in conferenza al termine della sfida contro il Bologna. TuttoMercatoWeb.com ha ripreso in diretta le parole del tecnico bianconero.
C'è differenza tra quarto o secondo posto?
"Certo che fa la differenza vincere le partite. Per essere più avanti possibile devi vincere, ti permette di consolidare, di fare un pezzettino per la prossima partita. Nel livello alto c’è la ricerca del dettaglio. La difesa stasera ha fatto benissimo, non ha mai concesso niente, ti dà questa possibilità di essere tranquillo, di fare un calcio sempre più offensivo. Per lunghi tratti sono stati uomo su uomo, quella lì è una roba che non prendendo gol aumenti sempre di più. C’è meno spazio sulla via di mezzo, per trovare giocate. Noi dobbiamo vincere le partite, non mirare in che posizione arrivare. Non ce ne frega niente, è una conseguenza su quante partite si riuscirà a vincere. Ora dobbiamo consolidare questo fatto di poter entrare nella prossima Champions League. Se Roma e Como avessero giocato domani avremmo avuto l’assillo di vincere, con l’atteggiamo corretto. Poi si analizza il livello di calcio esibito, i nostri tifosi sono lì, fiduciosi di vederci scendere in campo. Loro e voi di calciatori forti ne hanno visti, dobbiamo lavorare per arrivare a quel livello lì, poi va tutto a posto. Se c’è ricerca, determinazione, voglia di allenarsi e essere amici, va tutto a posto. Le carriere non si ricordano per la quantità di partite, ma per la qualità e noi l’abbiamo fatta, da calciatori che meritano di giocare la Champions. Stasera avevamo un’occasione che non andava sciupata, noi l’abbiamo portata a casa bene. Holm l’ho sostituito non perché è stato sotto livello ma perché aveva un problemetto muscolare e non si voleva correre il rischio di farlo peggiorare".
I rinnovi vi stanno aiutando? È più stupito di essere a +5 dal quinto posto o -3 dal secondo?
"Questo significa che la società è perfettamente dentro al lavoro che si sviluppa, perchè i calciatori forti vanno lasciati lavorare tranquilli. La società sta facendo il suo lavoro in maniera perfetta. A me non stupisce niente e non mi riguarda niente delle altre squadre, perché non ho i mezzi per poterlo commentare. Noi stiamo crescendo di volta in volta e questo mi dà fiducia. Vedere i calciatori che si vogliono bene, che vogliono essere una squadra, è la cosa fondamentale. Poi si metterà a posto quello che è ciò che ci meritiamo: noi verremo marchiati da questi obiettivi raggiunti o non raggiunti, verremo timbrati dagli obiettivi centrati o lasciati a casa. La qualificazione può determinare molto, anche quello che non ti aspetti".
Quanto sente la fiducia dei suoi calciatori?
"Avevo questa curiosità di conoscere questa squadra dal vero perché traspariva il fatto di essere una squadra di bravi ragazzi, che a volte diventavano troppo bravi, timorosi. Andavano liberati dall’opinione altrui, c’era di far loro rendere conto che dovevano ribellarsi dalla tendenza di vederli troppo normali. Hanno fatto vedere di essere di assoluto valore e livello. Da un punto di vista di valutazioni ci mancano cose differenti dello stesso livello e delle caratteristiche, ma questi sono giocatori forti. Ci mancavano caratteristiche, ma non che fossero scarsi. Giocano con le loro qualità, a noi mancano caratteristiche nella squadre che la completerebbero ma loro si sono sempre comportati in maniera perfetta. Mi sono sempre relazionato con loro con modi corretti, professionali".











