Lazio-Hellas 2-0, le pagelle: Immobile ancora decisivo. Per Hien distrazione fatale
LAZIO
Provedel 6 - Nel primo tempo il Verona punzecchia l'avversario, senza però concludere pericolosamente nello specchio. Ci va vicinissimo a ridosso dell'intervallo, con una bella volée di Henry che scheggia la parte alta del montante. Gara ancora più in discesa dopo l'intervallo.
Lazzari 6,5 - Lui e Doig sono due TGV in rotta di collisione: duello ad altissima velocità e intensità. Lo scozzese è intraprendente e concede qualche spazio, quando ne approfitta ha un'occasione ghiottissima che però non rifinisce a dovere a tu per tu con Montipò. Costretto al forfait da un infortunio Dal 76' Hysaj s.v.
Patric 6 - Governa con calma serafica sul centro-sinistra: l'Hellas, come detto, è un osso duro, ma in proiezione offensiva l'unico elemento di preoccupazione - a parte i centimetri di Henry sulle palle alte - è la rapidità in allungo di Lasagna, che viene quasi sempre contenuto senza particolari affanni.
Casale 6,5 - È la prima sfida ad un passato che per lui significa molto. Ma mettere in ghiaccio i sentimenti è compito in grado di ogni calciatore, e lui ha il pregio di effettuare quello switch sin dai primi minuti.
Marusic 6 - Terracciano è da attenzionare malgrado la giovane età: lui lo fa senza pregiudizi, e con disciplina. Apporto ok anche in fase di spinta: buona spalla per i movimenti a convergere di Zaccagni.
Milinkovic-Savic 6,5 - L'approccio è un po' naif: sbaglia qualche tocco elementare, perde palloni non da lui in uscita bassa. Sembra distratto, ma gli basta un lampo per dipingere calcio e mandare in fuga i te là davanti. L'assist per Immobile è una succulenta ciliegina sulla torta della sua serata.
Marcos Antonio 5,5 - Qualche automatismo va ancora assimilato, ed è comprensibile. Il fatto che gli manchi qualche nozione è comunque camuffato dall'ottima proprietà tecnica di cui dispone. Perde però qualche palla di troppo in impostazione bassa. Dal 65' Vecino 6 - Fisicità e attenzione: bell'impatto.
Basic 6,5 - Quasi un esterno aggiunto quando la manovra si sviluppa sul suo lato. Fraseggia con Zaccagni e Marusic e produce dal nulla l'occasione più importante del primo tempo con un siluro di mancino che lambisce le dita di Montipò e sbatte sul legno. Dal 54' Luis Alberto 7 - Cambia la partita, ancora una volta: sul gong la chiude con il destro.
Felipe Anderson 6 - A fiammate: impiega qualche minuto a insinuarsi nelle pieghe del match, poi aumenta di poco la frequenza delle sfrecciate sulla fascia. Tocco di pregio per la gran volata di Lazzari, che spreca in area in chiusura di primo tempo. Dal 65' Cancellieri 6,5 - Impegna Montipò e segna in offside. Ci teneva, si vede.
Immobile 7 - Un po' di ruggine forse derivante dal dispendio d'energie - comunque limitato - in coppa. La dimostrazione più evidente è il pasticcio nel controllo in occasione della transizione che l'avrebbe condotto dritto in porta. La sua grandezza si misura dal fatto che sia decisivo anche in giornata no: implacabile nel colpo di testa che non lascia scampo a Montipò.
Zaccagni 6 - Sfida da ex anche per lui. Non è però la prima, a differenza di Casale, e dunque l'emozione è annacquata dal tempo e dalla militanza in biancoceleste. Un paio di stop and go: travolgente no, nel vivo sì. E stasera basta così.
Maurizio Sarri 6,5 - Luis Alberto da grimaldello nella ripresa non farà particolarmente piacere allo spagnolo, ma è sempre un elemento perturbante per le difese avversarie. Vittoria di pazienza: buoni segnali dopo il Feyenoord.
HELLAS VERONA (a cura di Marco Pieracci)
Montipò 7 - Reattivo, calcola in una frazione di secondo quando è il momento di uscire. Vola per deviare sul palo il bolide di Basic, nega la doppietta a Immobile e para Cancellieri. Zero colpe sulle reti incassate.
Ceccherini 6 - Unica novità nella formazione di partenza rispetto alla Samp, deve contrastare l'ex compagno Zaccagni del quale conosce pregi e difetti. Si fa lasciare sul posto solo una volta, finendo ko dopo un recupero prodigioso. Dal 60' Cabal 5,5 - Si fa sorprendere spesso alle spalle.
Hien 5,5 - Difensore di grande forza fisica, perfettamente a suo agio come leader della difesa a tre. Marca a uomo Immobile rendendogli la vita difficile, lo perde di vista un attimo e viene castigato. Da quel momento in poi va in confusione.
Coppola 6 - Titolare per la quinta partita consecutiva, si disimpegna con una sicurezza invidiabile. Puntuale nelle chiusure, Felipe Anderson non è mai una minaccia concreta.
Terracciano 6 - Faraoni non è ancora al top della condizione e allora tocca nuovamente all'interessante prodotto del vivaio gialloblù. Piace per la personalità che mostra, prova anche a sorprendere Provedel fuori dai pali. Dal 60' Depaoli 5,5 - Meno arrembante di chi lo precede.
Veloso 6 - Gestisce i tempi di gioco, verticalizzando appena se ne presenta la possibilità. Un colpo allo stomaco lo mette fuori causa Dal 36' Tameze 6 - Due anni fa la decise da centravanti, stavolta resta umile.
Ilic 6 - Contro quella che poteva diventare la sua squadra gioca sempre a testa alta facendo capire perchè Sarri lo aveva messo in cima alla lista dei desideri. Gli manca un po' di concretezza per fare il definitivo salto di qualità.
Doig 5,5 - Entra dentro il campo, liberando il corridoio a Lazovic. Comincia bene, poi infila una serie di errori tecnici che ne macchiano la prestazione.
Lazovic 6 - Riproposto nell'inedita posizione di suggeritore alle spalle delle due punte. In realtà si scambia spesso la posizione con Doig per creare superiorità numerica. Dal 71' Hrustic 5,5 - Sinistro raffinato, lo si nota esclusivamente da fermo.
Lasagna 5,5 - Gioca sul filo del fuorigioco aspettando l'errore della linea difensiva biancoceleste che non arriva. La finalizzazione rimane il suo cruccio più grande. Dal 71' Kallon 6 - Entra con la voglia di spaccare il mondo, non ci riesce però l'atteggiamento è quello giusto.
Henry 6 - Viene incontro proponendosi come primo riferimento al servizio della squadra. Cerca di sfruttare quel poco che gli arriva: centra la traversa sul piazzato di Ilic. Supportato poco e male dai compagni, si arrangia come può.
Gabriele Cioffi 5,5 - Conferma il doppio play usando Lazovic per contrastare Marcos Antonio. Difende in avanti accettando i duelli individuali consapevole che chiudersi dietro non servirebbe a niente. Porta avanti il vangelo di Juric e Tudor, applicando le stesse tavole con piccole variazioni sul tema. Piano tattico azzeccato fino a quando i ritmi si abbassano e con essi la concentrazione: a quel punto la qualità offensiva della Lazio viene fuori in tutta la sua evidenza.






