L'addio commovente di Dalic: "In 9 anni i più grandi successi della Croazia. Futuro radioso"
"Il ruolo di commissario tecnico richiede molte decisioni difficili, ma questa è stata sicuramente la più dura per me". Zlatko Dalic spiega così la scelta forte di salutare la Croazia ai canali ufficiali della Federazione. L'uscita di scena dolorosa contro il Portogallo ai sedicesimi ha lasciato un solco profondo nel tecnico 59enne dopo 9 anni di mandato e nessuna medaglia o trofeo strappato, ma attimi incancellabili che hanno reso onore e lustro ai vatreni.
"Ho sempre detto che non esiste onore più grande che guidare la propria nazionale, e che non potrei avere un lavoro più importante, responsabile e bello di questo. Quando ho preso in mano la nazionale, credevo sia nelle qualità dei giocatori che in me stesso, ma non osavo nemmeno sognare che avremmo realizzato tutto ciò che abbiamo ottenuto in questi quasi nove anni", ha confidato Dalic. E ha proseguito: "Non riesco a descrivere quanto io sia orgoglioso di ogni singola vittoria, delle qualificazioni ai grandi tornei, delle tre medaglie, delle grandi notti del calcio croato come quando abbiamo battuto l'Inghilterra o il Brasile ai Mondiali, ma soprattutto dell'unione che abbiamo raggiunto all'interno della squadra e con il popolo croato, di cui siamo stati testimoni in particolare in quelle indimenticabili accoglienze dopo la conquista delle medaglie mondiali".
Al di là dei ringraziamenti doverosi a qualsiasi membro dello staff di Dalic in questa lunga carica da commissario tecnico della Croazia, oltre che il supporto della HNS (Federazione calcistica croata) e il supporto dei tifosi, oltre che della famiglia, l'allenatore si è preso un momento per ravvivare tutti i ricordi accumulati. "Naturalmente, in tutti questi successi, i più importanti sono coloro che scendono in campo. Sono profondamente privilegiato per aver avuto l'opportunità di guidare calciatori così straordinari e persone di valore, a partire dal nostro capitano Luka Modric, passando per tutti i 'senatori' che erano con me già in Russia, fino ai giovani ragazzi che abbiamo inserito in nazionale e che lungo il percorso hanno assunto, e stanno tuttora assumendo, ruoli sempre più importanti".
"Sono infinitamente grato a loro per aver messo la Croazia al di sopra di tutto", ha sottolineato Dalic. "Per aver sempre dimostrato con il loro comportamento, impegno e approccio cosa significhi il culto della nazionale croata. In tutti loro la Croazia ha un futuro radioso e, finché la nazionale rimarrà una cosa sacra come lo è stata per le generazioni fino ad ora, la Croazia sarà forte, competitiva e in grado di rivaleggiare con chiunque". Svelando poi un retroscena e un tentativo all'ultimo minuto: "Ringrazio il presidente Kustic per lo straordinario sostegno e l'ottima collaborazione che abbiamo avuto, oltre che per la fiducia nel volermi far proseguire. L'appoggio ricevuto negli ultimi giorni mi ha spinto a riconsiderare la decisione di andarmene, ma... è arrivato il momento. Per quanto provi ancora ambizione e il desiderio di scrivere nuovi successi con la Croazia, sento che questo è il momento giusto per concludere questa era incredibile", ha spiegato il 59enne bosniaco.
Concludendo infine il lungo messaggio così: "Me ne vado col cuore colmo di gioia e orgoglioso di aver dato il mio contributo ai più grandi successi della storia del calcio croato, e auguro al mio successore, alla nazionale croata e al calcio croato tanti nuovi successi, nei quali credo profondamente".






