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Che sofferenza! L'Italia ai quarti dopo un pessimo secondo tempo. Ma si cresce anche così: contro l'Austria la Nazionale di Mancini ha conosciuto i suoi limiti

Che sofferenza! L'Italia ai quarti dopo un pessimo secondo tempo. Ma si cresce anche così: contro l'Austria la Nazionale di Mancini ha conosciuto i suoi limitiTUTTOmercatoWEB.com
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domenica 27 giugno 2021 08:01Editoriale
di Raimondo De Magistris
Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Politica presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per Tuttomercatoweb.com dal 2008, è il vice direttore dal 2012

L'Italia è ai quarti di finale. L'Italia è tra le otto regine d'Europa e ha subito il suo primo gol in questo Europeo solo dopo aver realizzato il 2-0. Per la verità, Marko Arnautovic un gol l'aveva messo a segno anche primo ma per nostra fortuna, grazie al check del VAR, è stato annullato.
L'Italia è ai quarti di finale grazie a chi inizialmente s'è accomodato in panchina, ha staccato il pass solo ai supplementari grazie a due gol arrivati quando tutto poteva succedere. Dopo un secondo tempo che è stato il peggiore della nostra Nazionale in questo Europeo.
Siamo ai quarti di finale grazie a Federico Chiesa e a Matteo Pessina, due giocatori che in dieci minuti hanno scaraventato il pallone in porta con tutta la rabbia agonistica, la determinazione, la cattiveria che sono anche le loro qualità più importanti.

Abbiamo passato il turno. Ma a Wembley, per la prima volta, non sono stati tutte rose e fiori. L'Italia ha approcciato la partita come già avevamo visto contro Turchia, Svizzera e Galles. Questa volta però la posta in palio era più alta, il gol nel primo tempo non è arrivato e di fronte c'era un'Austria che non s'è limitata ad aspettarci e ripartire. Ha aggredito, ha proposto e ha anche sognato. Ha toccato la qualificazione e non s'è mai arresa, nemmeno dopo il diagonale vincente di Pessina.
A inizio ripresa la punizione dal limite di David Alaba il primo campanello d'allarme. Al 65esimo il gol di Arnautovic - poi annullato dal VAR - ha fatto sprofondare gli azzurri in una mezz'ora complicata. Fatta di paura più che di coraggio. In cui il timore di cadere dinanzi al primo ostacolo ha preso il sopravvento sul sogno di arrivare fino in fondo. Però l'Italia è rimasta in piedi, ha sofferto e reagito. E' stata supportata da quel pizzico di fortuna che in questi momenti, in queste partite, non può mancare.

L'Italia stasera ha capito che non si può pensare di arrivare in fondo senza soffrire. Che dagli ottavi in poi è un altro torneo e che il più difficile, se vuoi vincere, deve ancora venire. Perché se l'Austria è stata un'altra storia rispetto a Turchia, Svizzera e Galles storia ancora diversa saranno Belgio o Portogallo. L'Italia ha capito che la forza di questa Italia - fatta di ottimi giocatori in tutti i reparti, ma non di stelle - è il suo giocare insieme. E che se si disunisce come gruppo perde la sua arma migliore.

Ci sono poi le scelte di formazione. Che oggi hanno cambiato la partita. Che domani - chissà - potranno cambiare anche le gerarchie. Perché non c'è dubbio che Chiesa abbia fatto in pochi minuti ciò che non era mai riuscito a Berardi. Perché Verratti come secondo play al fianco di Jorginho ha neutralizzato l'italo-brasiliano piuttosto che esaltarlo. Al contrario di quanto fatto da Pessina e Locatelli.
Dopo stasera l'Italia sarà più consapevole dei suoi limiti oltre che delle sue virtù. Un passaggio chiave per non smarrirsi dinanzi ai prossimi momenti di difficoltà che certamente ci saranno. Una lezione necessaria per i quarti di finale, quando l'asticella si alzerà ulteriormente.

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