Chivu riparte da Lautaro e Thuram. Ora la partita a scacchi con Fabregas
L'onda lunga della vittoria contro la Roma si fa sentire ancora. Chivu vuole cavalcare quest'ondata di energia, sfruttando tutto ciò che di positivo è arrivato dal match con i giallorossi. In primis l'intesa ritrovata della ThuLa, il tandem composto da Lautaro Martinez e Marcus Thuram che tanto era mancato all'attacco nerazzurro. L'ultima volta che i due avevano giocato insieme era lo scorso 14 febbraio, nel match contro la Juventus. Il match della scorsa domenica però ha riacceso quell'elettricità che si era spenta, soprattutto da parte di Marcus Thuram. Il francese - grazie al Toro - è tornato ai fasti di un tempo, giocando forse la più bella partita della stagione. Chivu da qui in avanti non potrà fare a meno del 10 e del 9, giunti rispettivamente a quota 16 e 8 gol in campionato.
E PIo Esposito? Il classe 2005 si è preso la responsabilità pesante del calcio di rigore in Nazionale, sbagliando uno dei penalty che poi hanno portato all'eliminazione dell'Italia dal Mondiale. Chivu stima l'ex Spezia, anzi, stra vede per un ragazzo cresciuto proprio nelle giovanili allenate dal tecnico rumeno. Oggi però un periodo leggeremnte ai margini potrebbe essere la scelta giusta, per non tenerlo troppo sotto i riflettori nella fase calda del campionato. E Bonny? Rispetto a Pio l'attaccante ivoriano ha vissuto una vera e propria fase calante. Con la Roma - dopo essere subentrato nella ripresa a risultato ormai acquisito - ha mostrato nuovamente le qualità che per troppo tepo erano rimaste nascoste. Ma ad oggi parte fisso dalla panchina.
Oggi alla Pinetina l'Inter si ritroverà nuovamente per l'allenamento mattutino in vista della partita contro il Como. Fabregas è un osso duro, Chivu ne è ben conscio, ma soprattutto capisce quanto per i lariani la partita di domenica possa essere decisiva in ottica Champions League. La chiave tattica può essere duplice, totalmente diversa rispetto a quanto si è già visto nella gara d'andata e nel primo round della semifinale di Coppa Italia. Al Meazza il Como ha provato ad impostare il palleggio aprendo clamorosamente gli spazi, in Coppa invece - con entrambe le formazioni rimaneggiate - Fabregas ha scelto un possesso più ragionato, senza lasciare punti di riferimento offensivi. Dettagli che pesano e potranno pesare, anche nella prossima partita del Sinigaglia.











