Christillin: "L'Italia fuori dal Mondiale fa male. Conte è l'uomo giusto, FIFA troppo politicizzata"
A poco più di un anno dall'addio al Consiglio FIFA, Evelina Christillin torna a parlare del calcio internazionale e della situazione della Nazionale italiana in un'intervista concessa a La Gazzetta dello Sport. L'ex dirigente UEFA spiega di non rimpiangere la scelta di lasciare l'organismo internazionale, motivandola con una crescente politicizzazione dell'istituzione.
Secondo Christillin, alcune recenti decisioni hanno segnato un precedente pericoloso: dalla vicenda Balogun fino ai rapporti tra la FIFA e il presidente statunitense Donald Trump. "Quello che abbiamo visto è stato inconcepibile. Le regole non dovrebbero essere piegate da nessuno, nemmeno dalla politica", è il senso del suo intervento.
"L'eliminazione dell'Italia continua a fare male"
L'ex membro del board FIFA ammette che seguire il Mondiale senza gli Azzurri resta una sensazione difficile da accettare.
"Ogni volta che guardo una partita mi viene spontaneo chiedermi perché l'Italia non ci sia", racconta, sottolineando come la terza mancata qualificazione consecutiva imponga una riflessione profonda sul futuro del calcio italiano.
Fiducia in Malagò, promossi Maldini e Conte
Christillin esprime piena fiducia nel lavoro del nuovo presidente federale Giovanni Malagò, che considera la persona adatta per avviare la ricostruzione.
Pur riconoscendo che il percorso sarà complesso, evidenzia come il sistema calcio abbia bisogno di riforme concrete, a partire dagli investimenti nei giovani e nelle infrastrutture. Anche la possibile nomina di Paolo Maldini a direttore tecnico riceve il suo pieno sostegno. "È una persona competente e di grande valore", afferma, pur ricordando che accettare l'incarico significherebbe raccogliere una sfida particolarmente delicata.
Per la panchina della Nazionale, invece, la sua scelta è chiara: Antonio Conte. "Conte è il migliore per ripartire". Christillin definisce il tecnico salentino il profilo ideale per guidare la rinascita dell'Italia.
Il rapporto tra i due dura da oltre trent'anni e, ripensando anche all'Europeo disputato dagli Azzurri sotto la sua guida, ne esalta soprattutto le qualità umane e caratteriali: "È un motivatore straordinario, ha personalità, carattere e sa trasmettere la giusta mentalità alle sue squadre".






