Galliani e Milan-Monza: "Gol, rigori, VAR: oggi allo stadio non muoverò un muscolo"
Nel giorno di Milan-Monza, Adriano Galliani, per 31 anni amministratore delegato rossonero e oggi ai brianzoli, ha rilasciato un'intervista ad As. Queste le sue parole, a cominciare dalla sua storia come dirigente: "Questa è la partita della mia vita. Sono nato a Monza dove ho fondato la mia azienda. Dal '75 al '85 sono stato uno dei proprietari della squadra: mia madre mi portava allo stadio fin dai 5 anni. Nel '79 metà della mia azienda l'ho venduta a Berlusconi. Poi lo stesso Berlusconi mi chiese di dimettermi dal Monza e mi nominò amministratore delegato rossonero fino al 2018 quando si chiuse il cerchio. Dieci anni nel Monza, 31 nel Milan e altri quattro nel Monza: tutta la mia vita".
Come va adesso al Monza?
"La squadra è nata 110 anni fa e grazie a Berlusconi è arrivata in Serie A per la prima volta. Quando lo ha comprato erano 17 anni che non disputava neanche la Serie B. Dire che è un sogno è un eufemismo".
Che emozioni proverà a San Siro?
"Mi sto allenando mentalmente da tutta la settimana. Le telecamere mi cercheranno ma io non voglio muovere un muscolo. Gol, rigori, Var: la mia faccia rimarrà la stessa. So che non ci crederanno ma ci proverò".
Che futuro sarà per il Monza?
"Non possiamo essere come il Milan, il Barcellona o il Real Madrid. Abbiamo altri modelli come l'Udinese, l'Atalanta, il Sassuolo o il Villarreal".
Un pensiero su Carlo Ancelotti?
"Con Ancelotti si sbagliano, dicono che ha vinto quattro Champions League ma... sono sei! Con il Milan ne alzò due anche da giocatore. Lui è il più grande, punto. Nessuno ha vinto cinque top campionati europei e credo che mai torneremo a vedere qualcuno come lui. Solo lui può fare cose del genere. Continuiamo ad avere un grande rapporto e, in più, per me il Madrid è speciale. Quando ero piccolo mi emozionavo con Di Stefano".






