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Juve, Miretti e il modello Marchisio: "Un punto di riferimento, sono gobbo da cima a fondo"

Juve, Miretti e il modello Marchisio: "Un punto di riferimento, sono gobbo da cima a fondo"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
giovedì 6 ottobre 2022, 12:36Serie A
di Ivan Cardia

"Quando ho iniziato a giocare a calcio era il mio sogno, non c’è stato un momento preciso". Intervistato da Dazn, Fabio Miretti racconta il momento magico che sta vivendo con la maglia della Juventus: "Quando sono entrato alla Juve ero un bambino, ho sempre dato per scontato il contratto e che avrei dovuto studiare per avere un futuro. Questa estate ha chiuso una stagione impegnativa, l'U21, poi l'U19 e dopo l’Europeo c’è stata la maturità e fino al 10 luglio ero impegnato a scuola".

La cosa più difficile?
"La maturità, a calcio non ho problemi, a scuola... Entrare alla Juve così giovane, facendo tutta la trafila, ti fa maturare più in fretta. Però è anche una cosa caratteriale, da quando sono bambino sono sempre stato un leader in squadra. Poi sono stato capitano per parecchi anni a livello giovanile, è una cosa che ho dentro. Entrare nello spogliatoio della Juve, dopo aver fatto tutto il percorso, essendo tifoso, mi ha fatto molto effetto. L’esordio non è paragonabile, però ci sono una serie di cose che fanno capire dove sei arrivato. Lo spogliatoio, allenarsi con loro, le trasferte e poi giocare con loro".

Marchisio è il tuo modello? 
"L'ho visto per la prima volta davanti ad una pizzeria a Torino, l'anno scorso. Abbiamo parlato un po' e mi ha scritto qualche messaggio dopo la Youth League. È un punto di riferimento perché, quando sono arrivato al settore giovanile della Juve, tutti dicevano: 'Sono più quelli che non ce la fanno rispetto a chi ce la fa, guarda Marchisio'. Io ce l'ho fatta in questo mini percorso, dal settore giovanile alla prima squadra, adesso però arriva il difficile".

Che momento sta vivendo la Juve?
"Indipendentemente dal periodo, noi giocatori dobbiamo fare il massimo per vincere. È una questione di responsabilità e attaccamento alla maglia. Sappiamo che gli infortunati ci potrebbero dare una mano, però quelli che vanno in campo hanno una responsabilità a prescindere dagli assenti. Siamo la Juve e dobbiamo vincere. Sono 'gobbo' da cima a fondo, lo sono sempre stato".

In Italia i giovani giocano poco?
"Secondo me non è vero. Adesso ho avuto un po' di spazio in più io, sta giocando Scalvini che è della mia stessa età. Forse all'estero hanno meno paura a buttarli dentro, però poi quello che giudica è sempre il campo. Scalvini mi piace, abbiamo sempre giocato contro nei campionati giovanili e insieme in Nazionale, è molto forte".