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Donnarumma, blitz Raiola-Nedved: ecco cosa manca! Caso tamponi, il successo della Lazio. La FIGC istituisca un governo di controllo sull'AIA

Donnarumma, blitz Raiola-Nedved: ecco cosa manca! Caso tamponi, il successo della Lazio. La FIGC istituisca un governo di controllo sull'AIATUTTOmercatoWEB.com
lunedì 29 marzo 2021 08:00Editoriale
di Michele Criscitiello
Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb

Non ci sono molte soluzioni: la Juventus, poco alla volta, deve rifondare e ringiovanire la squadra. Buffon non andava ripreso a fine ciclo, idem Bonucci, Chiellini ha smesso anagraficamente e potrebbe avere un'ottima carriera dirigenziale perché ne ha le capacità come il fratello Claudio. Quando, però, il tempo ti presenta il conto non devi tirare la corda, per il bene personale e della società. La Juventus ha commesso una serie di errori in questi anni. E si vedono i risultati. Chiudere il ciclo Allegri è legittimo, giusto aprire quello Sarri ma se prendi un allenatore come Sarri e gli dai solo un anno per lavorare è come andare ad un matrimonio e non aspettare il taglio della torta. Errori palesi, descritti poco fa, oltre a quello che non è stato un errore ma sicuramente possiamo parlare di giochino non riuscito. Ci riferiamo a Ronaldo che è costato tanto ma non ha aggiunto nulla alla bacheca. Forse, qualcosa, al brand ma la pandemia ha fatto crollare gli investimenti e le spese che giustamente la società aveva messo nel PEF (piano economico finanziario). Il futuro è nebuloso perché tra gli errori c'è anche la pessima gestione dell'unico calciatore che, fino ad un anno fa, rappresentava una sicura plusvalenza: Dybala. La Juve si muove perché sul mercato, mai come quest'anno, dovrà dare delle risposte che serviranno a tenersi buoni i tifosi infuriati, finora, per la pessima stagione della squadra. Se Agnelli conferma Pirlo significa che non ha capito la lezione. Nedved deve riscattarsi anche agli occhi del popolo bianconero e con il suo vecchio manager Mino Raiola lavora dietro le quinte per fare l'accordo per portare Donnarumma alla Juventus. Su Sportitalia, con Alfredo Pedullà, ve ne parliamo da mesi. Raiola è a buon punto. L'unico che potrebbe far saltare l'affare è Donnarumma, profondamente legato al Milan, ma un anno senza Champions non vuole più farlo. Il rischio che ci sia il Milan e non la Juventus è un rischio che esiste, quindi, il portiere napoletano vuole attendere. Ha bisogno della visibilità internazionale e non può permettersi un'altra stagione in Europa League. Per questo si attende per la decisione definitiva.
Un passaggio sulla sentenza Lazio per il "caso" tamponi. Lotito non sta simpatico alla stampa, mi sembra un dato di fatto. Certamente anche a me non sta simpatico come Checco Zalone, però, bisogna scindere i conflitti di interessi, con le simpatie, le antipatie e la verità. La Lazio ha subito una valanga di fango mediatico che non ha portato a nulla. Volevano la Lazio in B, forse per togliere un posto ad una delle retrocesse, volevano il -17, Lotito al gabbio e i medici radiati dall'Ordine. Invece il caso tamponi è risultato un bluff. Qualche mese a Lotito che non gli cambia nulla; non potrà andare in campo e negli spogliatoi per 7 mesi. Pensate voi se si strappa i capelli per questo. Ci dovremmo, però, porre delle domande perché un accanimento simile contro la Lazio, quando poi ha di fatto avuto ragione su quasi tutta la linea. La macchina del fango, a volte, parte troppo veloce ma quando deve fare marcia indietro non trova più il cambio. Pensate voi se un professionista come il Dottor Fabio Rodia si metta a fare magheggi per i tamponi della Lazio. Parliamo di un Dottore che è stato il primo con la sua equipe ad operare al CTO di Roma con il robot in una sala operatoria. Confondiamo la giustizia sportiva con quella ordinaria ma sono mondi diversi e soprattutto con una valenza diversa. La giustizia sportiva condanna per poi assolvere ma nel frattempo la macchina del fango miete vittime innocenti come i due dottori della Lazio che sono una eccellenza in ambito sanitario nazionale.
In chiusura un invito a Gravina. Ne abbiamo parlato lunedì scorso e lo faremo spesso. La FIGC e anche la Lega Calcio devono pretendere un organismo che sia posto sopra l'AIA: l'associazione italiana arbitri. Non esiste che nessuno possa giudicare o prendere provvedimenti nei confronti degli arbitri, salvo che lo facciano tra loro stessi. Il calcio non è un gioco ma un'industria che muove una vagonata di miliardi. Non può stare tutto nelle mani di una quarantina di persone che, Var alla mano, stanno dimostrando grande incompetenza e in molti casi anche abuso di potere. Prendete il caso di Pasqua in Milan-Napoli. Mazzoleni, dal Var, gli chiama il rigore e lui fa il contrario. A cosa serve allora il Var. Non sto dicendo che fosse o meno rigore, ma se chi è al Var lo chiama e chi è in campo ignora significa che tra loro non parlano la stessa lingua e molto spesso c'è invidia e odio professionale. Gli arbitri sono cosi. Vogliono essere prime donne, ma il giorno dopo aver smesso perdono quel potere che li contraddistingue 90 minuti e poi spariscono. L'AIA non ha preso mezza decisione su Pasqua, eppure siamo in periodo giusto. La FIGC deve pretendere un arbitro che controlli gli arbitri. Trentalange difende a prescindere i suoi fischietti senza indagare e senza ascoltare neanche la Procura Federale. Pensa di essere il nuovo padrone del calcio. Rizzoli sta facendo convocazioni a caso e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. A fine stagione serve una rivoluzione. Gravina deve scendere in campo e pretendere un nuovo organismo per evitare che i campionati siano falsati a causa di 40-50 persone che credono di essere onnipotenti per 90 minuti a settimana.

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