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Mourinho, Spalletti, Allegri e ora Sarri: finalmente! Peccato Conte: ti sei perso grandi confronti. E il Tottenham non sarebbe (stato) nulla di nuovo

Mourinho, Spalletti, Allegri e ora Sarri: finalmente! Peccato Conte: ti sei perso grandi confronti. E il Tottenham non sarebbe (stato) nulla di nuovoTUTTOmercatoWEB.com
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domenica 06 giugno 2021 11:46Editoriale
di Raimondo De Magistris
Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Politica presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per Tuttomercatoweb.com dal 2008, è il vice direttore dal 2012

Sono state due settimana esaltanti. Per chi fa il nostro lavoro, soprattutto per i tifosi. Per gli appassionati del calciomercato quanto del calcio giocato. Perché trovarsi nelle stesse ore a fare i conti con il cambio in panchina di Juventus, Inter, Napoli e Lazio è congiuntura astrale che non si vedeva da tempo. Non si era in realtà quasi mai vista. E' stata esaltante ed è solo adesso - dopo 10 giorni caldissimi - quasi alla fine.

E' stata entusiasmante soprattutto perché in ballo c'erano e ci sono nomi che hanno fatto la storia recente della nostra Serie A. L'antipasto l'aveva servito la Roma, in tempi non sospetti, richiamando in Italia una delle icone del calcio degli ultimi 20 anni nonché il protagonista indiscusso dell'Inter del triplete: José Mourinho. L'ha fatto in anticipo rispetto alle altre, dopo la figuraccia dell'Old Trafford, il modo migliore per cancellare quel 6-2 e guardare al futuro con rinnovato ottimismo.

Poi è arrivato il piatto forte, a fine campionato. Il ritorno di Allegri sulla panchina che l'ha reso uno dei tecnici italiani più vincenti di sempre. Il ritorno sulla scena di Luciano Spalletti, che avrà il compito di rilanciare le ambizioni e l'entusiasmo di una Napoli ancora scottata per come è andata l'ultima giornata di campionato. Istrionico, innovatore, capace di spingere al limite le sue squadre: Spalletti è stato chiamato da De Laurentiis per riportare il Napoli in Champions dopo due stagioni. Un po' come fece l'Inter quando lo chiamò per sostituire Stefano Pioli, uno dei pochi allenatori confermati questa estate.

Ora sarà il turno di Maurizio Sarri, atteso al sì definitivo nelle prossime ore dopo aver ricevuto il contratto concordato dal suo agente Fali Ramadani e dal presidente Claudio Lotito. E questo sarà il colpo di coda più entusiasmante anche perché inaspettato. Dopo il dietrofront di Inzaghi, Lotito ha deciso di rilanciare le ambizioni della Lazio e l'ha fatto seducendo uno dei migliori allenatori italiani in circolazione con un contratto che a Inzaghi non avrebbe mai offerto. E presentando una campagna di rafforzamento che a Inzaghi non avrebbe mai presentato.

Mourinho, Allegri, Spalletti e Sarri è quello che serve a questa Serie A per alzare la sua asticella. Perché senza allenatori ambizioni, pretenziosi, non si costruiscono grandi squadre. Perché gli 'yes man' fanno bene ai presidenti in tempi di spending review, ma non permettono reali passi in avanti. E in questa rinnovata Serie A, non me ne voglia Simone Inzaghi, sarebbe stato bello vedere nella mischia anche il tecnico campione d'Italia in carica, Antonio Conte. Che non ha accettato un progetto non in grado di fare passi in avanti questa estate, che ha rifiutato di confrontarsi in una Serie A più competitiva aspettando qualcosa di meglio all'estero.

Fino a ieri l'unica opzione era il Tottenham. Fiammella che si sta spegnendo col passare delle ore perché le ambizioni di Conte non collimano con le esigenze degli spurs nonostante la garanzia Fabio Paratici (lui sì, in arrivo a Londra).
Il progetto che è stato prospettato a Conte è lo stesso che, negli ultimi anni, gli hanno presentato tutte le squadre che l'hanno chiamato. La Juventus, poi il Chelsea dopo la parentesi in Nazionale e infine l'Inter: portare al vertice una squadra reduce da un campionato lontanissimo dalla prima posizione. E il Tottenham, che ha chiuso l'ultima Premier League al settimo posto, sogna con Conte di fare ciò che hanno fatto tutte le grandi squadre fin qui allenate dall'ex ct: concentrare tutte le energie sul campionato a discapito del resto.
Ma cosa aggiungerebbe questa avventura molto simile alle precedenti alla carriera di Antonio Conte? Come potrebbe al Tottenham fare quell'ulteriore, definitivo, upgrade europeo che gli viene richiesto per diventare uno dei migliori allenatori al mondo?
Conte adesso deve andare oltre lo stereotipo corroborato dai risultati, e dimostrare di saper vincere e fare la differenza anche nelle coppe europee.

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