Dossena: "Giornata nefasta in Champions. Spero che il commissario Malagò faccia le riforme"
“È stata una giornata nefasta che fa seguito ad una crisi latente del nostro calcio, non dovremmo neanche più meravigliarci, sono anni che lo stato di crisi è accertato e certificato”. Beppe Dossena, intervistato da La Presse, commenta così i risultati delle italiane nella seconda giornata di Champions League: “Dobbiamo prendere atto che continueremo perché al momento non ci sono i presupposti. Si può anche vedere il bicchiere mezzo pieno perché ad esempio la Roma e il Como se la sono giocata ma se guardiamo da dove veniamo e lo stato di crisi attuale, non è che ci fa stare tutti tranquilli".
Il campione del mondo 1982 ha parlato dello smarrimento di uno stile italiano: “Non bisogna vergognarsi di adottarlo in determinate fasi della partita, bisogna però capire i momenti e le situazioni, senza però portarlo all'estremo. Sono per copiare qualcosa di buono ma non bisogna snaturarsi. Bisogna tornare a fare le cose che fanno tutti e che noi facevamo meglio, lavorare sui singoli e sull'uno contro uno. In Italia adesso c'è meno tatticismo, ci sono strumenti, esercitazioni e capacità per una partecipazione alla fase difensiva non solo ad uso e consumo dei difensori”.
Un passaggio anche sulla FIGC: “Il cambio di ruolo di Malagò deve essere visto in chiave positiva, ho sempre auspicato l'arrivo di un commissario che ha poteri superiori rispetto ad un presidente federale. Spero che questa nuova veste lo metta in condizione di portare riforme, perché nel ruolo di presidente non ce l'avrebbe fatta. Questa governance non è stata capace di cambiare. Le elezioni sono a breve. Penso che molte cose non potrà farle. Ce ne sono alcune che dovrebbero ma non possono essere fatte come la A a 18 squadre. Però da qualche parte bisogna iniziare. Il suo ruolo gli permetterebbe di fare qualcosina. Ho apprezzato la volontà del governo di fare una riflessione sulla riforma del calcio, attraverso audizioni che ho fatto anche io alla settima Commissione del Senato. Mi auguro che la politica arrivi a sostenere il cambiamento e la rivoluzione culturale insieme alle componenti del mondo del calcio”.
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