Italia, Greggi: "Manca visibilità, noi stiamo facendo del nostro meglio"
TMWGiada Greggi, centrocampista della Nazionale italiana, ha parlato in zona mista dopo il pareggio contro la Bielorussia. Un risultato che consente alle azzurre di qualificarsi per la finale dei playoff contro la Finlandia, nonostante una prestazione sottotono da parte della squadra di Soncin.
Non potete accontentarvi di questo risultato?
"Ovviamente non siamo soddisfatte della prestazione. Abbiamo fatto un primo tempo discreto, buono, mentre nel secondo tempo siamo un po' calate e dobbiamo migliorare sotto questi aspetti. Sapevamo che avremmo affrontato una squadra compatta, che ha lavorato molto. Ovviamente bisogna migliorare sotto porta. Ci sarà la Finlandia, che è un'avversaria tosta, però l'affronteremo in modo differente e ci prepareremo al meglio".
Emma Severini ha detto che vorreste uno stadio pieno di pubblico e di entusiasmo. Quanto può fare la differenza il sostegno dei tifosi?
"Sì, perché comunque i tifosi sono il dodicesimo uomo in campo e ci danno quell'energia e quella forza che ci aiutano a esprimere le nostre migliori prestazioni e a vincere. Spero, come ha detto giustamente Emma, che i tifosi ci siano vicini: sono fondamentali e ci daranno quella carica in più".
La Nazionale merita un sostegno totale, non soltanto uno stadio importante ma anche un pubblico numeroso. Che cosa bisognerebbe fare, secondo te, per aumentare la partecipazione?
"Devo essere sincera: la Federazione lavora molto sotto questo aspetto e ovviamente la gente deve informarsi, perché manca visibilità. Noi stiamo facendo del nostro meglio, abbiamo disputato delle belle partite e più di questo non possiamo fare".
In vista della partita contro la Finlandia, quali sono gli aspetti da migliorare e quelli da cui ripartire?
"Ovviamente bisogna dare quel qualcosa in più che è mancato in queste due partite. Migliorare sotto porta, che penso sia fondamentale, e sfruttare le poche occasioni che capitano. Lavoreremo al meglio: bisognerà cercare di far girare la palla velocemente e migliorare sotto questi aspetti, ma anche in altri".
Quanto vi ha penalizzato il fatto che siano passati quattro mesi dall'ultimo raduno? E quanto potrà aiutarvi ritrovarvi tra poco più di un mese, anche per consolidare i rapporti tra voi?
"Sì, ovviamente è passato tanto tempo, ma questo purtroppo, quando ci sono di mezzo i club, è inevitabile: ognuna va in un luogo differente e deve essere nostra capacità riuscire a entrare subito in quel gruppo, quella nazionale, quella famiglia e trovare subito le connessioni giuste per poi performare meglio in campo".
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