I dubbi sul presente e sul futuro di Brozovic. Dalla tensione con Lukaku a un addio che pare scritto
L'incontro di Piero Ausilio, direttore sportivo dell'Inter, in quel di Barcellona, è servito per capire la situazione dei giocatori dei catalani ma soprattutto per valutare la possibile cessione di Marcelo Brozovic al club di Joan Laporta. Una storia incredibile, quella del regista croato, che in una stagione è passato dall'essere faro, leader, riferimento, giocatore copertina e uomo dal carisma trascinante, all'essere un'alternativa, uno delle rotazioni del centrocampo. E i nervi tesi di ieri con André Onana lo dimostrano: non è più il faro del gruppo.
L'occasione per invertire la rotta. O l'ultima in Champions?
Così Brozovic è al bivio, con la possibile titolarità di questa sera contro il Benfica che suonava fino a ieri un po' come un dentro o fuori per il domani all'Inter e pure europeo dello storico mediano e frangiflutti nerazzurro. Solo che le notizie dell'ultima ora danno in risalita le quotazioni di Hakan Calhanoglu che, pur non al 110%, potrebbe esser preferito a Brozovic, e questo la dice lunga. Il Barcellona è interessato e già a gennaio non era da escludere una sua partenza per la Catalogna. L'esplosione nel ruolo del turco ha di fatto portato Simone Inzaghi a scegliere: il titolare, a condizioni di salute paritarie, è l'ex giocatore del Milan. Così Brozovic stasera giocherà, se lo farà, solo perché Calha non è al top, più per necessità che per virtù ma le ultime indicazioni paiono dire il contrario. Dovesse giocare, pero, Brozovic avrebbe l'occasione di mostrare a Inzaghi che c'è ancora tempo per ribaltare le gerarchie o, magari, di convincere definitivamente il Barcellona a prenderlo. Perché diventare leader non è facile. Ma uscire da spirali così negative è ancor più dura. E certe notti sono l'ideale, in un senso o nell'altro, per la svolta decisiva.
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