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Maddaloni: "Marcello Lippi farà il dt. Lo vedo più alla Fiorentina che alla Juve"

TMW RADIO - Maddaloni: "Marcello Lippi farà il dt. Lo vedo più alla Fiorentina che alla Juve"
venerdì 09 aprile 2021 18:40Serie A
di Dimitri Conti

L'allenatore Massimiliano Maddaloni, ex collaboratore tra gli altri di Lippi e Cannavaro, è intervenuto in diretta a Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini, a partire da Andrea Pirlo e dal suo corso come allenatore della Juventus: "Nell'anno in cui Ferrara ha preso la Juventus e sono stato suo vice, ho vissuto la realtà di un allenatore che allena per la prima volta e lo fa con la Juve in Serie A. Non dimentichiamoci che allenare qualsiasi squadra è diverso... Gli errori che stanno attribuendo a Pirlo altro non sono che quelli di chiunque quando inizia ad allenare. Vedo una Juventus guidata da un tecnico alle prime armi, cui serve tempo ed esperienza per migliorarsi".

Avevano messo in conto una stagione così?
"La Juve non fa scelte avventate, non prende all'improvviso uno che non ha mai allenato se non ha già in preventivo un anno di questo genere. L'obiettivo Champions devono centrarlo, forse prima della partita col Napoli avevano paura di rimanerci fuori. Nella scelta Pirlo, però, era tutto ponderato".

Chiesa è quello che si è inserito meglio?
"Federico dimostra di essere un giocatore importante sia nella Juve che in nazionale. Sta confermando quanto di buono si era detto fino a poco tempo fa".

I veri problemi stanno a centrocampo?
"La Juve vincente negli anni ha sempre avuto un centrocampo fortissimo, e in questo momento ci sono giocatori che non stanno rispondendo alle aspettative in mezzo al campo. Su tutti dico Arthur. Pirlo ha cercato a volte di tamponare le mancanze mettendo lì Danilo".

Marcello Lippi cosa farà?
"Ci parlo quasi tutti i giorni, e credo e posso dare per sicuro che il suo futuro sia essere parte dirigenziale di un progetto importante. Doveva fare già il dt della nazionale, è successo due volte e due volte svanito. Però potrebbe fare quel ruolo in società che hanno voglia di mettere nella propria struttura una figura che conosce da tanti anni il mondo del calcio".

Cosa fa il direttore tecnico?
"Un appoggio, un confronto quotidiano per tutte le altre parti dirigenziali. Può migliorare alcuni aspetti, vi faccio un esempio con Pirlo: immaginatevi cosa avrebbe significato avere un personaggio come lui, che ti possa far capire certe cose nella maniera giusta. Lo stesso vale per settore giovanile o acquisto di qualche giocatore. Ma soprattutto un confronto continuo col presidente".

Quale la piazza più stuzzicante per lui?
"Sono sincero, normale che essendo stato per tanti anni alla Juventus si potrebbe pensare a Torino, ma secondo me sarebbe ancora più affascinante vederlo in una piazza che ha bisogno come il pane di una figura come lui, per esempio la Fiorentina".

Perché sembrano mancare i nuovi difensori italiani alla Chiellini?
"C'erano concetti che prima si insegnavano individualmente, oggi ai giovani invece si va ad allenare la tattica collettiva, ed è così che non viene più la specificità dei difensori italiani. Bisogna guardare a monte e migliorare così il problema".

Troppo scontato pensare a Lippi con Gattuso a Firenze?
"Analizza un po' gli allenatori: molti o sono figli di quel Mondiale vinto, o della Juventus di Lippi. Marcello ha influito su quei calciatori che ha allenato, e nel momento in cui diventerà dt sicuramente dirà di andare a prendere uno di quelli che ha allenato".

Cannavaro è pronto per la Serie A?
"Fabio ormai allena da anni, in giro per il mondo. Avendolo visto lavorare, secondo me ha tutte le carte in regola per allenare in Italia, l'unico limite è che ha ancora un contratto con cifre importanti che gli rende difficile svincolarsi per tornare. Quando decadrà questa situazione, credo lo vedremo allenare qui e chissà che non sia proprio alla Fiorentina... O alla Nazionale per il dopo-Mancini? Ho sentito fare anche il suo, di nome".

Ci racconta il ridimensionamento del calcio cinese?
"Sicuramente hanno influito alcuni aspetti importanti, uno è quello politico. Fino a poco fa era direttamente Xi Jinping a dare l'input di investire sul calcio, con gli altri che si sono adeguati. Col Covid però si è creata l'impossibilità di avere sul proprio territorio le persone che arrivavano dall'esterno, e su questo sono rigidi. Quando in Cina ripartirà l'economia, lo farà anche il calcio".

Immobile sarà il centravanti agli Europei?
"Vedo che Mancini alterna Immobile e Belotti là davanti, quindi penso che comincerà lui ma sempre con la possibilità di cambiare in corsa da parte del ct. Non a caso nelle ultime convocazioni ha chiamato 38 giocatori, significa avere tante alternative".

Come la vede l'Italia?
"Si sta comportando molto bene, ma finora non ha mai incontrato grandi squadre. Quando sfideremo le più forti capiremo se è realtà quello che percepiamo".

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