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Bruno Conti ricorda: "Vincemmo il Mondiale anche per Bearzot, gli mancarono di rispetto"

Simone Lorini
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Simone Lorini
lunedì 10 marzo 2025, 10:00Serie A
10.03.2025 10:00Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

In una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, Bruno Conti ha parlato della sua carriera da calciatore e non solo, ricordando anche il Mondiale 1982: "Prima di Italia-Argentina, dalla finestra dell’albergo vedo un lunghissimo striscione: “Per il mondo sei Bruno Conti, per Nettuno sei Marazico”. Erano i miei amici d’infanzia, venuti fin lì in macchina con i pochi risparmi…".

Voi Azzurri eravate tutti figli di Bearzot.
"Arrivammo in Spagna tra le polemiche, lui era contestato per le convocazioni e perché la squadra all’inizio stentava. Gli mancarono di rispetto e avviammo il silenzio stampa. Era nostro padre e il Padre Nostro non si tocca. Vincemmo anche per lui".

È sempre stato spontaneo anche nelle esultanze.
"Dopo i gol finivo in ginocchio sotto la Curva. Neanche in partita scattavo così, volavo e mi pareva di abbracciare lo stadio intero".

Sotto la Curva Sud, in lacrime, finì anche nella sua indimenticabile partita di addio.
"Il giorno prima perdemmo la finale di Coppa Uefa in casa con l’Inter. Eppure allo stadio arrivarono 80mila persone, con le bandiere col mio volto. A fine partita feci il giro di campo con i miei figli Daniele e Andrea. Mi inginocchiai sotto la curva, mi tolsi lo scarpino sinistro, lo baciai e lo lanciai ai tifosi. Ora mi rimetto a piangere, porca zozza…".

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