Torino, Roberto D'Aversa: "È una vittoria molto importante che ci avvicina al nostro primo obiettivo"
20:10 - Tra pochi minuti le dichiarazioni di Roberto D'Aversa al termine di Pisa Torino. Diretta testuale a cura di TMW.
20:36 - INIZIO CONFERENZA
Come giudica la vittoria
"È una vittoria molto importante che ci avvicina al nostro primo obiettivo. Sapevamo delle difficoltà che avremmo potuto incontrare questo pomeriggio: su questo campo tantissime squadre vanno in affanno, a eccezione del Como. Nel primo tempo abbiamo sofferto un po' l'energia del Pisa, ma nella ripresa ci siamo sistemati e abbiamo portato a casa un risultato davvero fondamentale. Ripeto, è un successo che ci avvicina moltissimo al nostro traguardo. Devo però ammettere che non mi è piaciuta la gestione dei minuti finali: nonostante avessimo tanti centrocampisti in campo, avremmo potuto gestire meglio alcune situazioni evitando di concedere tutti quei cross al Pisa. Ad ogni modo, non posso rimproverare nulla a questi ragazzi perché vincere qui non era affatto semplice. È una vittoria che ci dà grande entusiasmo, impreziosita dalla presenza del nostro presidente e di tantissimi tifosi arrivati fin qui al nostro seguito, nonostante oggi sia Pasqua. Per oggi va benissimo così".
Le scelte tattiche e la lettura della partita
"Ti ringrazio per i complimenti sulle sostituzioni, ma più che i cambi a fare la differenza è stato l'atteggiamento: nel primo tempo un po' tutti siamo scesi in campo senza la giusta energia. C'erano diversi giocatori di rientro dalle rispettive Nazionali, quindi era anche scontato incontrare delle difficoltà dal punto di vista fisico all'inizio. La scelta di far giocare Kulenovic dal primo minuto e di far partire Adams dalla panchina è nata proprio in base a questo ragionamento. Sapevo che inizialmente i ritmi sarebbero stati molto alti; Che (Adams) aveva giocato 77 minuti martedì e al suo rientro, nel primo allenamento di giovedì, era ancora comprensibilmente stanco. Kulenovic, al contrario, si era allenato benissimo con noi per due intere settimane: è un giocatore energico, con qualità fisiche di grande rilievo. Ho pensato quindi di usarlo per assorbire l'intensità della prima parte di gara, per poi inserire e sfruttare le caratteristiche tecniche di Adams nel finale, quando i ritmi fisiologicamente si sarebbero abbassati e la sua qualità sarebbe potuta emergere ancora di più. Sull'azione del gol va sottolineata soprattutto la bravura di Pedersen. Quello che chiedo costantemente agli esterni è proprio di arrivare sul lato opposto per chiudere i cross. Molto probabilmente in quell'occasione la sua intenzione originale era quella di calciare direttamente in porta, ma ne è uscito un assist perfetto per il compagno. Quando vai a fare una giocata con quella cattiveria e quella determinazione, poi vieni anche premiato dall'esito dell'azione".
Il DNA del Torino e il lavoro sulla mentalità
"Nella mia esperienza, sia da calciatore che da allenatore, ho affrontato spesso il Torino. Questo club ha sempre dimostrato di avere nel proprio DNA la capacità di mettere in difficoltà chiunque, indipendentemente dal blasone dell'avversario. Quando sono arrivato, il mio obiettivo e quello del mio staff era proprio questo: riportare alla luce l'atteggiamento che fa parte della storia granata, tornando a giocare in maniera propositiva e con coraggio.Oggi, nel primo tempo, non siamo riusciti a esprimere questo coraggio. Molto probabilmente eravamo frenati dalla tensione, fin troppo consapevoli del peso di questa partita e di cosa avrebbe significato portare a casa o meno il risultato. Il Pisa ha messo in campo molta più energia di noi. Nel secondo tempo, però, ci siamo sciolti: una volta pareggiata la loro intensità, la determinazione e la cattiveria agonistica, sono potute finalmente emergere le nostre qualità tecniche. Quando ho scelto di venire qui, conoscevo bene il valore di questa rosa. Quello che ho cercato di fare fin dal primo giorno è stato lavorare quotidianamente per creare un vero gruppo, perché ciò che mi interessa più di tutto è vedere una squadra vera scendere in campo. Oggi posso dire di essere estremamente soddisfatto. E non parlo solo di chi ha giocato dall'inizio o di chi è subentrato a gara in corso. Vi garantisco che la mia soddisfazione più grande arriva guardando i ragazzi che oggi non sono entrati: a fine partita sono venuti a esultare e ad abbracciarci con il sorriso. Faccio i nomi di Biraghi e Maripan su tutti. Mi dispiace non aver potuto dar loro spazio in campo oggi, ma se continuano a lavorare con questo spirito e questa dedizione, verranno sicuramente premiati anche loro".
Su Anjorin
"Oggi è andato molto bene: se entra in campo con questo piglio, non gli manca davvero niente. Sappiamo che ha avuto delle difficoltà fisiche in passato. L'anno scorso si allenava con noi con continuità, quindi sapeva già perfettamente cosa chiedo ai miei giocatori. Può agire benissimo sia come mediano in un 3-4-2-1 che come trequartista. È un ragazzo che ha grande personalità, ha un ottimo tiro e sa giocare a calcio. Ovviamente dobbiamo essere bravi a gestire la sua condizione fisica, perché purtroppo la sua carriera parla per lui: a parte l'anno scorso in cui è riuscito a collezionare 21 presenze, nelle stagioni precedenti faticava a superare le 6-7 partite per via dei continui infortuni. Ma resta un giocatore importantissimo e oggi, subentrando, ha dimostrato tutta la sua qualità. Dobbiamo continuare a lavorare per farlo crescere di condizione, perché può dare un contributo enorme a questa squadra."
Sui contatti di gennaio per la panchina del Pisa:
"Credo che questa domanda abbia poca importanza adesso. Come sapete benissimo, in certe situazioni le società sondano il terreno, e molto probabilmente in quel periodo sono stati contattati anche diversi altri colleghi oltre a me. I nomi non contano. È acqua passata e non ha alcun rilievo in questo momento: oggi sono qui e sono profondamente fiero di allenare la mia squadra."











