'Dossier Baggio' costoso? Petrone: "10 milioni in 3 anni, chiedevamo pure un contributo dai club"
Quando si parla del 'Dossier Baggio' e del motivo per cui non è stato attuato, in molti parlano di alti costi di attuazione ma ai microfoni di Cronache di Spogliatoio lo storico agente del Divin Codino Vittorio Petrone ha voluto smontare questo punto: "Avevamo stimato una spesa di 10 milioni in tre anni e avevamo chiesto che fossero coperti in parte anche con un contributi da 40/50mila euro da parte di tutte le squadre professionistiche. Proprio a dimostrare che quei soldi fossero un gettone alla fiducia in questo progetto. Altre federazioni, quella svizzera, quella francese, quella spagnola, danno un contributo importantissimo per questi lavori. Noi chiedevamo 3 milioni all'anno, ma non riuscimmo ad avere lo stanziamento. Roberto quando vide che non si riusciva a realizzare il progetto diede le proprie dimissioni a cui seguirono le mie".
Petrone ha analizzato come il 'Dossier Baggio' potrebbe essere attuabile ancora oggi: "Assolutamente sì. L'update tecnologico consentirebbe addirittura un innalzamento delle performance di analisi. Però bisogna guardare la realtà per quello che è: quando esistono a oltranza difese di casta - e vi invito a vedere la composizione del Consiglio Federale - come si può convergere in un progetto che obbliga tutte le componenti a lasciare qualcosa dei propri interessi? Se questa volontà c'è allora si possono programmare i prossimi 10 anni e tornare protagonisti. E questo lavoro non lo si fa cambiando un presidente, bisogna pensare di fare una rivoluzione profonda, perché spesso questi progetti vengono anestetizzati dagli statuti".











