Onana: "Al Barcellona ho imparato l'impostazione dal basso. Per me è più facile la difesa a 4"
Dalla Eto'o Academy al Barcellona, fino all'Inter. André Onana, intervistato da Dazn, ha raccontato la sua carriera. E come alla Masia ha imparato a giocare coi piedi. Si parte, appunto, dall'accademia dell'ex attaccante: "Ero un bambino, 11 anni, tornavo da scuola e mia madre mi disse che aveva una cosa importante da dirmi. Era venuto l'allenatore dell'Academy per chiedermi di andare là a giocare vivendo lì. Vivevo a casa dell'allenatore. Sono rimasto lì per 4 anni circa: fu molto divertente quando il mister mi chiamò per dirmi che sarei andato al Barcellona. Io non sapevo nulla, chiamò mia madre dicendoglielo: non me l'hanno detto per una settimana. Con l'Academy facevamo molti viaggi in Europa, una volta dovevamo andare ad Irun e l'allenatore mi disse di prendere tutti i miei vestiti. Chiesi perché, lui mi rispose perché me lo diceva lui. Iniziai ad innervosirmi perché ero l'unico che doveva farlo. Così chiamai mia mamma per dirglielo, lei rideva di continuo: mio fratello sotto le disse di dirmi la verità. Allora mi disse di calmarmi perché aveva una notizia importante, che sarei andato al Barcellona. Cioè, me lo dici così. Lì iniziai a rendermi conto: lì feci un provino e andò bene e firmai a 14 anni".
Hai imparato lì a giocare coi piedi?
"Sapevo già farlo, lì imparai l'impostazione dal basso, imparare a leggere le situazioni. Questo dipende anche dal modulo con cui giochi, non è la stessa cosa con il 4-3-3 o il 3-5-2. Per me è più facile a 4, sono abituato così, però tutti gli schemi vanno bene, se ci si intende si gioca bene a calcio".
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