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Ascoli, Tomei: "Abbiamo messo le fondamenta. L'errore? Sentirsi appagati"

Luca Bargellini
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Luca Bargellini
Oggi alle 11:49Serie B
02.10.2026 11:49Serie B
Francesco Tomei racconta il suo Ascoli dopo la promozione: idee di calcio, crescita del gruppo, rapporto con la società e la voglia di non sentirsi appagati
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Dalla tensione della finale playoff contro l'Unio Brescia alla costruzione di un gruppo che ha saputo andare oltre le aspettative. Francesco Tomei si racconta al Corriere Adriatico e ripercorre la sua avventura alla guida dell'Ascoli, tra filosofia di calcio, rapporto con la squadra e sintonia con la società. "Abbiamo messo le fondamenta", spiega il tecnico, che individua proprio nel rischio di sentirsi appagati uno dei principali pericoli per il futuro.

La finale playoff e una gioia vissuta con calma

Il primo ricordo è legato al momento più importante della sua esperienza in bianconero, il triplice fischio della finale playoff contro il Brescia. Mentre la squadra festeggiava, Tomei rimase fermo, con lo sguardo a terra: "È stata una presa di coscienza, mi è passato davanti tutto il percorso che avevamo fatto. Ti viene da esultare, da gioire, ma la mia è stata una gioia calma, una cosa naturale; ho poi scaricato l'emozione sotto la curva".

Il calcio di Tomei: esperienza, curiosità e studio

Alle spalle della sua idea di calcio c'è una lunga esperienza da collaboratore e viceallenatore, anche ad altissimo livello, che gli ha permesso di osservare metodi e filosofie differenti: "Ho fatto il vice per tanti anni, anche in Champions (alla Roma con Eusebio Di Francesco, ndr), e ho avuto la possibilità di vedere come giocano gli altri. Andando all'estero ho sempre visto un calcio vero e indipendente. Tutto ciò mi ha messo curiosità: ho avuto la possibilità di vedere come lavorano i grandi allenatori e questo mi ha spinto a fare un calcio in cui i ragazzi si divertono".

Il rapporto con Passeri e la costruzione del futuro

Alla base del percorso, Tomei indica anche la sintonia con la proprietà e con il direttore sportivo. Un rapporto umano prima ancora che professionale con il presidente Passeri: Il presidente mi vuole bene ed io sono contento, perché mi è stata data la possibilità di lavorare in un posto importante. Ma quello che conta più di tutto è stare con persone che hanno la stessa mia idea. La mia grande fortuna è stata lavorare in sintonia con la proprietà e il Ds. Secondo me siamo stati bravi e fortunati; in un anno creare una base non era semplice. Abbiamo messo le fondamenta, ma l'errore grave è pensare di aver fatto tutto, sentendosi appagati. C'è da lavorare. La sorpresa piacevole è che siamo andati oltre le aspettative".

Sul futuro, Tomei preferisce non spingersi troppo avanti: "Per me sono anni di crescita, bellissimi; vivo la mia vita professionale solo partita dopo partita, anno dopo anno. Voglio lavorare e dare il massimo per crescere sempre. Il futuro non lo conosce nessuno".

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