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Parma, Iachini: "Como in salute. Noi saremmo vicini ai playoff, ma paghiamo l'avvio di anno"

Parma, Iachini: "Como in salute. Noi saremmo vicini ai playoff, ma paghiamo l'avvio di anno" TUTTOmercatoWEB
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Claudia Marrone
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Claudia Marrone
martedì 5 aprile 2022, 11:04Serie B

"Ripartiamo valutando la partita, con quelli che sono i recuperi. Abbiamo un allenamento oggi e verificheremo tutti, e di conseguenza mi baserò sullo stato dei singoli. Valutiamo bene tra oggi e domattina": così, nella conferenza stampa della vigilia della sfida contro il Como, il tecnico del Parma Giuseppe Iachini.

Che, come riporta parmalive.com, ha poi proseguito: "Buffon fino a ieri ha fatto differenziato, oggi farà accertamenti e si deciderà con lo staff e con il ragazzo. Di chi era fuori è l'unico che ha qualche chance ed è più vicino al recupero". E il tutto si sposta poi all'uomo del weekend, Adrian Bernabé: "Ho cambiato ruoli a diversi giocatori, l'ultimo Bennacer del Milan che era trequartista all'Empoli. Io ho cercato all'inizio, pur non essendo facile quando lui giocava esterno, trequartista o terzino, e potevo incidere trovando la chiave per il suo futuro con questa disposizione tattica. Non è facile quando cambi posizione, non è facile ma sta dando i suoi frutti. Adrian ha avuto un problema ed è stato sette mesi fuori, sta ritornando al livello di condizione fisica e noi ci abbiamo sempre lavorato. In lui dai primi allenamenti, un mese e mezzo dopo che sono arrivato, ho visto questa potenzialità per questo ruolo. Ha ancora margini di miglioramento, ma mi piace la sua crescita, e non solo la sua, ma di tutti quelli che hanno fatto un percorso di crescita globale in tattica individuale e di squadra. Di partita in partita poi c'è la crescita nella personalità, nel prendersi la partita, nel capire i momenti e dobbiamo continuare a insistere, perché questi ragazzi hanno caratteristiche tecniche importanti e noi dobbiamo insistere con umiltà, perché il loro percorso di crescita è appena iniziato. Nel calcio non tutto si può avere subito, ma dobbiamo arrivare a farli diventare importanti per il nostro percorso di lavoro".

A tal proposito: "Quando sono arrivato bisognava mettere a posto diverse cose e parlavamo di febbraio-marzo come periodo da controllare: dovevamo dare un'impronta, siamo migliorati in tutti gli aspetti, la squadra doveva raggiungere un certo tipo di conoscenze. Ci sono stati miglioramenti di tutti, dei giovani e dei più esperti, c'è stata una grande crescita. Purtroppo non erano messe in conto le grandi problematiche che ci sono piovute addosso. Non ci aspettavamo i diversi episodi che hanno caratterizzato il nostro percorso, le traverse, i pali, ma il nostro cammino è corretto, e in questo vale anche la particolarità della stagione: in altri campionati, seppur con grandi problematiche, saremmo stati a 3-4 punti dai playoff ma quest'anno davanti stanno avendo un passo molto elevato. Ma a noi non ci deve riguardare, dobbiamo guardare il nostro percorso di crescita, e dobbiamo continuare a lavorare e crescere, gestendo alcune porzioni di partita ed episodi. La squadra oggi è squadra e lo sta dimostrando da diverso tempo. Andiamo avanti, sul nostro lavoro, cercando di fare più punti possibili e in questo percorso finale potremo andare a valutare nella crescita dei singoli e dei reparti per quello che sarà utile fare. Ma dobbiamo onorare la maglia e far felici i tifosi mettendo in campo tutto, e questo deve essere il nostro DNA".

Spazio quindi a un'analisi sul Como: "Il Como sta bene, ha battuto Perugia e Monza, ha cambiato pelle e quindi sta raccogliendo frutti ed è una squadra con qualità. Ha un buon mix tra esperienza e gioventù, ha condiviso una vittoria in Serie C e ha inserito cinque-sei giocatori importanti che si inseriscono per un'esperienza condivisa insieme e gli hanno fatto fare un percorso. Sarà una partita difficile, dovremo fare una grande partita. La squadra lo sa e dobbiamo dare continuità, alla fine tireremo le somme. Il grande peccato è che siamo incappati nella stagione in cui sopra stanno facendo tantissimi punti e dietro pochissimi, guardate il Crotone che era partito per vincere il campionato e ha venti punti. Se non hai una partenza corretta è difficile mettersi in carreggiata, perché le correzioni vanno fatte con un peso diverso. La squadra deve affrontare le ultime partite come nei due mesi passati, abbiamo otto risultati utili consecutivi con squadre come Monza e Cittadella, Ma purtroppo il calcio è fatto di episodi, bisogna lavorarci".

La nota conclusiva va ai cinque cambi: "E' un vantaggio, da un lato, perché ti permette di mettere più forze fresche, ma nei cinque cambi devi valutare quanti entrano e in maniera opportuna. Magari due entrano subito in maniera giusta e altri tre lo fanno meno bene, ma sta nella logica delle percentuali. Tanti allenatori ne fanno due o tre, perché se vedono che la squadra sta facendo delle cose allora continuano con loro. Noi valutiamo ogni particolare, non sempre tutti e cinque hanno la capacità di saper incidere in corsa. A volte lo fanno e a volte no, e questo sta in questa situazione. Non è sempre che la stessa qualità di chi esce è uguale a chi entra e quindi sono valutazioni, ma la risposta a questa domanda ha più sfaccettature. L'ottica è mantenere una squadra con identità, baricentro, pericolosità e gestione. Sabato avevamo molti giovani, poi nessuno lo ha detto ma il rigore di Benedyczak non c'era. Anche a me sembrava rigore ma non lo ha toccato e questo episodio, specie ai giovani, ha messo un po' di paura e poteva avere riflessioni su chi è entrato. Ma poi abbiamo fatto bene cercando il terzo gol, con Man, Simy, Benek, poi l'abbiamo fatto con Bernabé".

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