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Ulivieri: "Numero minimo di italiani? Ci piacerebbe, ma non si può fare". E spiega perché

Tommaso Bonan
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Tommaso Bonan
lunedì 6 aprile 2026, 11:01Serie A
06.04.2026 11:01Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Lorenzo Marucci

"Abbiamo le nazionali giovanili maschili e femminili che vincono, che giocano bene, che fanno risultati. La criticità sta nel passaggio da queste categorie alle prime squadre di Serie A. Questi giovani, per mille motivi, non riescono a fare questo passaggio. Sarà colpa degli allenatori che devono vincere in ogni modo o delle società, però il momento critico è questo. Bisognerà trovare una soluzione". Così Renzo Ulivieri, presidente dell'Associazione Italiana Allenatori Calcio (AIAC), ospite di Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1, sulla crisi sistemica del calcio italiano, dopo la terza mancata qualificazione di fila a un Mondiale.

Sarebbe accettabile l'imposizione di una regola per cui bisognerà schierare almeno un numero minimo di italiani? "Non si può fare. A noi ci garberebbe, ci sembrerebbe una strada, ma è impercorribile. Vorrebbe dire limitare gli stranieri. Bisogna fare tutte quelle cose che sono possibili in base ai regolamenti dell'UEFA e della FIFA, altrimenti si va fuori dai campionati".

Le proprietà straniere: "Qui potremmo vedere di fare qualcosa, ma qui diventano norme anche governative. Ad esempio, almeno il 50% delle proprietà rimanga italiano. Proprietà straniere hanno a meno cuore la maglia azzurra? Probabilmente sì. Appena arrivano, non hanno interesse di questo genere. Poi ci sono casi e casi: penso a Rocco Commisso un innamorato del calcio italiano. Ma di queste proprietà straniere si conosce pochissimo".

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