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Zazzaroni durissimo con Cassano: "È niente. Pseudo rivoluzionario con l'iban al posto degli ideali"

Zazzaroni durissimo con Cassano: "È niente. Pseudo rivoluzionario con l'iban al posto degli ideali"TUTTO mercato WEB
© foto di Lorenzo Marucci
Niccolò Righi
Oggi alle 13:45Serie A
Niccolò Righi

E' diventato virale nelle ultime ore un video in cui l'ex attaccante Antonio Cassano, durante una puntata di Viva El Futbol, attacca senza mezze misure alcuni giornalisti dopo la debacle della Nazionale in Bosnia costata per la terza volta consecutiva l'approdo al Mondiale. "Vi vergognate, la dignità non ce l'avete? Avete dignità zero" le parole del Pibe de Bari, che poi fa nomi e cognomi: "Voi coi vostri amici, i Caressa, i Bergomi, gli Zazzaroni e i Sabatini vi dovete vergognare: state portando il calcio nel baratro col vostro lecchinaggio a destra e a sinistra?”.

Non è tardata ad arrivare la risposta di uno dei chiamati in causa, il direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni, che ha affidato alla propria pagina Instagram una lettera di risposta durissima nei confronti dell'ex Real Madrid: "E mo' basta, Anto'. Dài e dài, mi hai davvero stufato, perciò ti dedico queste poche righe: argomenta, non offendere. Pensa, promuovo anche queste tue ultime puttanate. Buona Pasqua. Non ti telefono perché sei l'unico numero bloccato su 4.019".

E ancora: "Da assiduo frequentatore della maleducazione e del delirio di onnipotenza, Cassano è un'eterna occasione sprecata, un guitto estivo da rabona
sulla spiaggia. Buttò una carriera per arroganza e oggi, nella sua improbabile seconda vita da commentatore del nulla, fa lo stesso perché altro non sa fare.
Non solo non ha capito come stare nel presente senza sembrare una patetica reliquia del passato, ma ha smarrito da tempo il senso del ridicolo. Non che sia mai stato il suo forte, ma forse, nella prospettiva del mezzo secolo di vita, qualcuno dovrebbe suggerirgli che considerarsi indispensabili e ritenersi - senza che gli scappi mai da ridere- "un punto di riferimento" è solo il primo passo per finire a parlare di sé in terza persona. Non ho conosciuto un solo "grande" che corresse un rischio simile perché chi è davvero grande fa di tutto per schermirsi e perché chi è davvero grande prova ad avere rispetto di sé e soprattutto degli altri. Antonio no. Antonio si mette in posa. Antonio fa il self-tape e si ripete che senza di lui il calcio non esisterebbe. Antonio non è niente, ma fa di tutto per sembrare qualcosa. E allora, proprio come quando era in campo, dileggia, insulta, dà patenti di rispettabilità, manda a puttane, per egolatria, qualsiasi parvenza di ragionamento e finisce per mettere in scena sempre lo stesso spettacolo. Fa quasi tenerezza. Per uno che voleva essere eretico, diventare conformista deve essere la peggiore delle condanne. È uno pseudo rivoluzionario con l'iban al posto degli ideali".

Poi la chiosa: "Antonio, parliamoci chiaramente, per turbarci non hai i titoli. Se vuoi torniamo a fare i rutti in cerchio, davanti al mare, come quando avevamo quindici anni. Se le intenzioni sono altre, hai ragione tu, non abbiamo niente da dirci. Chiediti il perché. O meglio ancora, non chiedertelo. Non vorrei costringerti a uno sforzo eccessivo".

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