Pazzo Sassuolo: 2-1 all'Empoli che non nasconde i difetti. Berardi brilla sotto gli occhi di Mancini
Il Sassuolo ha vinto in rimonta contro l'Empoli in una partita per larghi tratti noiosa ma con un finale pazzo! I neroverdi erano chiamati al riscatto dopo la brutta prova di Salerno e nel primo tempo non si è vista una squadra arrembante ma una squadra che è apparsa avere il serbatoio delle motivazioni nuovamente scarico. Il pit-stop dell'intervallo ha portato in dote tre volti nuovi, con Ferrari, Matheus Henrique e Pinamonti al posto di Ruan Tressoldi (problemi alla schiena), Harroui e Bajrami (quest'ultimo sembrava il più attivo e la sua sostituzione ha sorpreso, un po' come quella di Frattesi una settimana fa) ma non la reazione rabbiosa che ci si poteva attendere da una squadra sotto di un gol.
Pinamonti espulso, il paradosso: la scintilla neroverde?
Va detto che l'Empoli, da par suo, non è apparso irresistibile. I toscani hanno approfittato di un errore di Laurienté e della difesa di casa per trovare il gol su una grande giocata personale di Cambiaghi e ha poi provato a sfruttare gli spazi. Se vogliamo dirla tutta: l'Empoli ha fatto il minimo, il Sassuolo senza Berardi era ampiamente sotto il minimo. La scintilla però è scoccata, paradossalmente, dopo il rosso a Pinamonti per proteste: l'Empoli, forse inconsciamente, ha creduto di averla vinta, il Sassuolo non avendo più nulla da perdere ha trovato la rimonta con le due prodezze personali di Berardi ma resta la prova non impattante dei neroverdi (forse con un altro avversario il risultato finale sarebbe stato diverso) e restano i problemi soprattutto di tenuta mentale. Della prova di ieri si salva il risultato. Si salva Berardi. Poi poco e nulla.
Domenico Berardi ancora una volta salvatore della patria neroverde
Ci ha dovuto pensare ancora una volta Domenico Berardi (sotto gli occhi del c.t. Mancini) a trascinare, nel vero senso della parola, i suoi. Il numero 10 è sembrato quello che ci ha creduto di più e ha trovato il pari con un mancino al volo da posizione defilata e poi si è procurato e ha trasformato il rigore del 2-1 in pieno recupero. "Non dobbiamo essere quelli del primo tempo" ha dichiarato dopo la partita, lui, il leader e la bandiera neroverde. Dionisi ha finito gli aggettivi per descriverlo ("Già l'anno scorso lo avevo definito un top player. Pensate che su 31 partite ne ha saltate 16, non ho più aggettivi"), il popolo neroverde lo ha osannato dopo la doppietta. "Mimmo, Mimmo, Mimmo" urlava il Mapei Stadium letteralmente ai suoi piedi.






