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Spezia-Inter 2-1, le pagelle: Nzola trita Acerbi, Lautaro da 4. Inzaghi, ancora un ko

Ivan Cardia
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Ivan Cardia
sabato 11 marzo 2023, 06:45Serie A
11.03.2023 06:45Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Risultato finale: Spezia-Inter 2-1

Le pagelle dello Spezia - A cura di Antonino Sergi

Dragowski 7,5 - Se lo Spezia porta a casa tre punti, grande merito è del proprio estremo difensore. Giornata di grazia, dopo Immobile ipnotizza anche Lautaro ed è il secondo rigore su tre parato quest'anno. In mezzo tanti altri grandi interventi.

Ampadu 7 - Nel momento di massima difficoltà, il gallese veste i panni del gladiatore. Calamita di palloni nella propria area di rigore, svetta, contrasta e legge bene ogni azione offensiva degli avanti nerazzurri.

Caldara 5,5 - Che rischio in avvio di gara, falcia in pieno ritardo D'Ambrosio e concede il penalty all'Inter. Per sua fortuna Lautaro sbaglia e l'arbitro lo grazia non estraendo il rosso. Nella ripresa tiene bene.

Nikolaou 6 - Non comincia benissimo, presta il fianco a Lukaku ma il livello della sua prestazione si alza con il passare dei minuti. Erge il muro spezzino nel corso della ripresa.

Amian 5,5 - Ritorna a giocare a tutta fascia, una partita di sofferenza la sua. Gosens sbuca quasi sempre, fa abbastanza fatica nel contenere i movimenti dell'esterno nerazzurro.

Agudelo 6 - Semplici gli dà fiducia, lo schiera da mezzala ed è bravo a staccarsi nelle poche azioni offensivi. Sul finale di primo tempo, slalom gigante e traversa scheggiata. Dal 67' Kovalenko 6,5 - Si guadagna il calcio di rigore da tre punti.

Bourabia 6,5 - Deve gestire il traffico in mezzo al campo, un primo tempo di grande sofferenza ma contro Brozovic soffre meno del dovuto. Nella ripresa va anche meglio con la presenza di Ekdal al fianco.

Zurkowski 5,5 - Sta recuperando, comincia quasi alle spalle della coppia d'attacco. L'Inter spinge, viene arretrato di qualche metro ma non è ancora il calciatore ammirato all'Empoli. Dal 46' Ekdal 6,5 - Un'altra delle svolte della gara, più equilibrio con lui in campo.

Gyasi 6 - Bravo a gestire il giallo ricevuto dopo solo sei minuti di gara, soffre soltanto sotto i primi arrembaggi di D'Ambrosio. Poi gioca una partita di sacrificio, a tutta fascia. Dal 82' Ferrer 5 - Entra e combina la fritta, commette subito il fallo da rigore su Dumfries. Per sua fortuna poi c'è Nzola.

Shomurodov 5 - Esperimento al momento fallito del doppio centravanti per Semplici, l'uzbeko al fianco di Nzola non incide. Qualche pallone perso di troppo, poi si nasconde quasi dietro le maglie della difesa nerazzurra. Dal 46' Maldini 7 - Entra e segna, dopo il Milan colpisce anche l'Inter. Dopo il padre, segna anche lui un gol ai nerazzurri che manda in confusione la squadra di Inzaghi. Dal 90' Wisniewski sv.

Nzola 7,5 - Un caterpillar, porta a spasso Acerbi, resiste, lotta e mette l'assist vincente per Daniel Maldini. Gli manca soltanto il gol, lo trova ed è glaciale dal dischetto nel momento decisivo della sfida. Supera il suo record in A, che stagione.

Leonardo Semplici 7 - Un primo tempo di autentica sofferenza, quindici tiri a zero sono il ritratto di una frazione da dimenticare. Poi rivolta, con due cambi, il suo Spezia come un calzino. Più equilibrio in mezzo al campo, la mossa Maldini e la super prestazione di Nzola. Una giornata perfetta per i liguri, cos' la salvezza è meno complicata.

Le pagelle dell'Inter - A cura di Ivan Cardia

Handanovic 6 - Capitano mio capitano, nell'Inter-due ritrova la fascia come era successo prima dell'andata col Porto. La verità è che lo Spezia non tira quasi mai e sui due gol non può nulla, intuisce persino il rigore di Nzola.

D'Ambrosio 6 - Il merito è quello di conquistarsi il rigore che può indirizzare subito la serata, mica colpa sua se Lauti si fa ipnotizzare. Spina nel fianco in avvio, col passare dei minuti si spegne ma dietro rischia poco. (Dal 66' Dumfries 5 - Dà e toglie, ma pesa più quel che regala allo Spezia. Conquista il rigore che offre nuove speranze all'Inter, un secondo dopo offre il bis nella propria area e la gara finisce lì).

Acerbi 5 - Grande e grosso com'è, sembra piccolo piccolo nel testa a testa con Nzola.

Bastoni 6 - Annulla Shomurodov nel primo tempo, si segnala anche per le consuete folate offensive.

Darmian 6 - È uno di quelli che non tradisce la fiducia di Inzaghi, mai. In avvio di gara tambureggia a destra, da terzo di difesa non offre sbavature. (Dall'81' Carboni s.v.).

Barella 5,5 - Nelle maglie della difesa spezzina potrebbe inserirsi più e meglio. Però c'è tanta qualità in tutte le sue giocate, e i soliti tacchi che non sono di troppo come quando manda Lautaro a sbloccare la gara e l'argentino s'inceppa di nuovo. (Dal 66' Calhanoglu 6 - Suona la sveglia con un tentativo da fuori, ma l'Inter del finale è un'improvvisata che non può andare lontano).

Brozovic 6 - Da certezza a uomo delle rotazioni, com'è strana la vita. Si riprende il suo posto e non lo gestisce neanche male: ottimo primo tempo, cala alla lunga distanza.

Mkhitaryan 6 - L'infaticabile, sempre titolare nel 2023. Tenta il classico coniglio dal cilindro, con la solita qualità che non guasta mai. (Dal 66' Dzeko 5,5 - Entra sornione, piano piano si fa vedere e nel finale rischia pure il gol. Però manca veramente da troppo).

Gosens 5,5 - La gamba c'è, la voglia pure, che sia recuperato è ormai assodato. Peccato quel liscio a fine primo tempo che poteva cambiare la serata. (Dal 66' Dimarco 5,5 - Alla fine della fiera, meglio di Dumfries. Ma l'impatto è limitato).

Lukaku 5,5 - È in campagna elettorale e ha l'occasione di candidarsi per Porto. L'urna non si riempie più di tanto, restando in tema di metafora, ma almeno dal dischetto è freddo.

Lautaro 4 - Nella gioia e nel dolore, nel giorno più splendente e nella notte più profonda è comunque l'immagine dell'Inter. Sesto rigore fallito in carriera, su diciassette tentati: numeri preoccupanti. Da lì in poi cerca testardamente il gol che gli sfugge sino alla fine: serata no è dire poco.

Simone Inzaghi 4 - Piacenza, abbiamo un problema. Il bilancio in trasferta assume toni ormai drammatici e la Champions è a rischio. L'autogestione sui rigori fa acqua: a posteriori è facile, per carità, ma gli score di Lautaro e Lukaku non si scoprono stasera. Nel finale ci prova col 3-4-3, un piano B che l'Inter non ha nelle corde perché non è abituata a seguire uno spartito diverso dal consueto: i nodi, alla fine, vengono sempre al pettine.

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