Ancona Matelica, Rolfini: "I gol fan piacere, ma conta l'obiettivo di squadra: i playoff"
"Fa molto piacere, ma l'importante è che la squadra centri l'obiettivo playoff. E' questa la cosa che più conta, poi se segno io o altri non fa differenza": ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com, l'attaccante dell'Ancona Matelica Alex Rolfini commenta così il raggiungimento della vetta della classifica marcatori del Girone B di Serie C.
Il giocatore, ora a quota 16 centri, ha staccato di un gol Simone Magnaghi del Pontedera, e sta trascinando la squadra verso l'importante traguardo degli spareggi promozione: "Abbiamo sinora disputato un percorso importante, ma mancano ancora cinque partite, e la stagione si è rivelata lunga e tortuosa, sembra una frase fatta ma dire che non ci sono mai gare scontate o facili è una cosa vera. Il nostro poi è probabilmente il girone più tosto dei tre, e noi abbiamo ora il compito di continuare a giocare le partite come fossero tutte una finale".
Non vi sentite quindi ancora certi di partecipare ai playoff?
"Finché non c'è la matematica...! (ride, ndr) A parte tutto, serve effettivamente la certezza, ma questo non cambia il fatto che, anche una volta centrati i playoff con il favore dei numeri, si debba continuare a giocare con la stessa voglia di fare bene finora mostrata".
A proposito di fare bene, è questa la tua miglior stagione: lottare per obiettivi diversi alla salvezza ha forse fatto scattare in te qualcosa?
"Questa piazza e questa società, a livello personale, mi stanno dando tantissimo. I compagni, il mister, il pubblico, il calore della gente in città: c'è un quadro generale che aiuta a esprimermi al meglio. Poi ogni stagione e ogni anno sono una storia a sé, ma mi ha fatto piacere approdare in un club ambizioso come questo. L'ambizione, del resto, aiuta. Siamo partiti volendo centrare quanto prima la salvezza, poi abbiamo di volta in volta alzato l'asticella".
Quando avete capito che potevate guardare oltre la salvezza?
"Siamo sempre stati bravi a non esaltarci quando le cose andavano bene e a non deprimerci quando andavano male. Abbiamo sempre avuto una convinzione di squadra, e questo ha fatto la differenza, non un singolo momento".











