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Domani El Clasico, Morientes: "Chi rimpiange Messi si guardi pure Marsiglia-PSG"

ESCLUSIVA TMW - Domani El Clasico, Morientes: "Chi rimpiange Messi si guardi pure Marsiglia-PSG"
sabato 23 ottobre 2021 16:30Serie A
di Giacomo Iacobellis

Il tempo si sta per fermare, niente avrà più importanza in Spagna quando domani pomeriggio (16.15) Barcellona e Real Madrid scenderanno in campo per il match più atteso de LaLiga: El Clásico. Per presentarlo al meglio, TuttoMercatoWeb.com ha intervistato in esclusiva chi sa bene cosa significhi vestire la maglia merengue in una gara così importante e blasonata: El Moro Fernando Morientes, attaccante e bandiera del Madrid fra il 1997 e il 2005, oggi ambasciatore de LaLiga.

Morientes, cosa si aspetta dal Clásico di domani?
"Un Clásico è una sfida speciale, quella di domani lo sarà ancora di più perché finalmente ci saranno i tifosi sugli spalti. Dico sempre che i fan sono la salsa di questo sport, non c'è calcio senza di loro. Cosa mi aspetto? Una gara impronosticabile. È vero che il Barcellona non ha iniziato molto bene quest'anno, ma in un Clásico tutto può succedere".

Il Real Madrid ci arriva da seconda forza de LaLiga, il Barça da settima.
"L'aspetto emotivo e mentale in un Clásico è fondamentale e gli uomini di Ancelotti arrivano sicuramente meglio del Barcellona. Per questo scommetterei tutto sulla vittoria dei blancos, anche se non si può mai sottovalutare un top club come il Barça. Domani si affronteranno le due migliori squadre di Spagna e forse anche di tutta Europa".

Se le dico Clásico, cosa le viene subito in mente?
"I ricordi si sprecano... Penso al mio primo Clásico, dopo essere arrivato giovanissimo al Madrid dal Real Saragozza, o al primo Clásico che giocammo con Figo al Camp Nou. A Barcellona non ci diedero tregua da prima a dopo la gara. Giocare il Clásico, segnare tanti gol e vincere titoli: questi erano i miei obiettivi principali con la maglia del Real Madrid e sono molto orgoglioso di averli raggiunti tutti".

A trascinare la truppa di Ancelotti là davanti oggi c'è invece Karim Benzema (11 gol in 11 presenze finora).
"Benzema è un calciatore che fa la differenza, per me si merita il Pallone d'Oro. Dopo l'addio di Cristiano Ronaldo, Karim ha dimostrato di essere il goleador e l'uomo squadra di cui aveva bisogno il Real Madrid. Benzema oggi non è solo un bomber e un trascinatore, ma piuttosto un calciatore totale che non ha alcun limite".

Sta deludendo, invece, Eden Hazard.
"In queste due stagioni non si è visto il suo valore. Ha avuto tanti infortuni, ma in un club come il Real Madrid si chiedono risultati immediati, anche perché Eden è costato molti soldi. Questa stagione sarà così vitale per lui. Hazard è partito in modo abbastanza normale, si nota che sente le pressioni e le responsabilità, e che non è al suo massimo livello. Ma questo sarà comunque l'anno decisivo: o riuscirà a ritrovare dentro di sé l'Eden Hazard del Chelsea o probabilmente sarà venduto".

Non ci sarà, dopo tanti anni, Lionel Messi.
"Il Clásico resta il Clásico. Quando CR7 è andato alla Juventus, non c'era più lui, ma lo spettacolo è rimasto lo stesso. Credo che non importino più di tanto i singoli calciatori, bensì il prestigio della partita in sé. Persino se si tratta di campioni del calibro di Messi o Cristiano... Chi vuole vedere giocare Leo si guardi pure Olympique Marsiglia-PSG! Il Clásico si è disputato, si disputa e si disputerà sempre fra Barcellona e Real Madrid, continueranno a vederlo a prescindere in tutto il mondo".

Chiosa inevitabile sul suo trasferimento sfiorato al Barcellona, nel 2002-2003. Si è mai pentito di quel "no"?
"Furono momenti incerti e difficili, non avevo mai pensato a un possibile addio. L'idea era venuta direttamente al Madrid, ma mi chiedevo come potessero permettermi di andare al Barcellona dopo sei-sette anni in maglia merengue. Fu tutto veramente strano e alla fine non firmai coi blaugrana per scelta mia. Il contratto che mi fu messo davanti era ben diverso infatti dagli accordi che mi avevano proposto a voce, per questo dissi di no. Non me ne pento affatto, oggi sono contento di essere ricordato come ex attaccante del Real Madrid e non come ex di entrambe le squadre".

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