Game, set, match: 6-1 del Bayern all'Atalanta a Bergamo. Finita la Champions delle italiane
Severissima lezione per l'Atalanta, che viene travolta a domicilio dal Bayern Monaco nell'andata degli ottavi di finale di Champions League. Il discorso qualificazione è già chiuso.
Palladino prova a sorprendere e invertire i pronostici e schiera la sua Atalanta con un iniziale 4-4-2 volto a coprire le fasce e con i due centravanti di peso assieme là davanti. Il Bayern invece può permettersi di far riposare, almeno inizialmente, due pezzi da novanta come Kane e Musiala senza risentirne affatto.
La partita in sé e per sé, con le incertezze del caso, dura una decina di minuti. Poi diventa di fatto un monologo del Bayern, che fa ciò che vuole di una Dea inerme, nettamente inferiore per caratura, tasso tecnico e complessivo, ma forse anche confusa dai cambiamenti apportati. La festa del gol bavarese comincia al 12', inaugura Stanisic che si vendica così anche della finale di Europa League 2024 da lui persa con il Bayer Leverkusen proprio contro la Dea. Il grande protagonista è però Olise, che al 22' semina Bernasconi e angola per lo 0-2. E poco dopo orchestra la trama che porta Gnabry verso la rete del tris. Già nel primo tempo, insomma, nessuna storia sul campo.
Al rientro dopo l'intervallo, Palladino corregge la tattica iniziale togliendo Scamacca per inserire Djimsiti e riportare a tre dietro la Dea. Non cambierà nulla, nella sostanza: al 52' si iscrive alla festa anche Jackson, che incrocia al meglio dopo aver ricevuto una sponda di Diaz col tacco, e fa 0-4. Non è ancora finita, perché il Bayern non si ferma e Olise trova spazio per la doppietta personale e il quinto gol di serata per i bavaresi. Anche Musiala però desidera partecipare e al 67', poco dopo il suo ingresso, corregge in rete la palla dello 0-6. E se non fosse per il palo che ferma un colpo di testa di Upamecano, sarebbero anche state sette le reti. A tempo quasi scaduto, il 6-1 di Pasalic.
Nonostante la brutta batosta, la Curva Nord accompagna l'Atalanta a suon di applausi. Da evidenziare anche le antipatiche ammonizioni 'comandate' subite da Olise e Kimmich, che essendo diffidati hanno forzato situazioni di perdita di tempo per ricevere la sanzione.











