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Il calcio in tv ha un solo nome: l'incredibile storia di 90° Minuto

Daniele Petroselli
autore
Daniele Petroselli
Oggi alle 14:40Storie di Calcio
25.10.2026 14:40Storie di Calcio
FotoTUTTOmercatoWEB
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Storie di Calcio
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Era il 27 settembre 1970 quando sulle reti Rai andava in onda per la prima volta 90° Minuto, una delle trasmissioni sportive più iconiche legate al calcio italiano. Il titolo originale della trasmissione è Novantesimo minuto, tutto in lettere, e a condurlo furono Maurizio Barendson e Paolo Valenti, con il secondo che poi divenne unico conduttore dalla stagione 1976-1977. E da lì è partita una storia durata fino al 2024, quando poi il programma è stato prima spezzettato in due parti e poi chiamato con un altro nome. Ma 90° Minuto per anni è stata la trasmissione più attesa dagli appassionati di calcio, perché l'unica che nel tardo pomeriggio della domenica mostrava le immagini delle partite appena concluse. Una trasmissione che ha reso immortali decine di inviati, così come i conduttori: oltre a Paolo Valenti, ricordiamo Fabrizio Maffei, Gian Piero Galeazzi, Paola Ferrari, Franco Lauro, Marco Mazzocchi, Simona Rolandi e Marco Lollobrigida, oltre a Bruno Pizzul, Giorgio Tosatti, Alberto Rimedio e Alessandro Antinelli.

E a Storie di Calcio, trasmissione della radio di Tuttomercatoweb.com condotta da Marco Piccari, ne ha parlato il giornalista Jacopo Volpi, uno degli inviati all'epoca della trasmissione: "Sono stati anni meravigliosi. Per me era come stare al Luna Park. Non avevo un contratto all'epoca e Valenti mi fece lavorare lì con loro. E' stata una scuola di vita meravigliosa. 90° Minuto aveva le prime immagini delle partite, allora c'era solo la radio e poi questa trasmissione, non c'erano le reti private o quelle satellitari che facevano vedere le partite. E si raccontavano le partite di Serie A e magari quelle più importanti di Serie B, con ascolti incredibili per l'epoca. Le immagini venivano montate all'ultimo momento, era una bella sfida. Io mi dovevo fidare del montatore, a volte ero in sede a Roma, altre volte ero sul campo, stavo al telefono col montatore e gli davo i minuti delle azioni da selezionare, poi andavo in onda quando partivano le immagini e in un piccolo monitor commentavo, a braccio. E' stata una bella palestra".

E ha ricordato qualche episodio particolare: "Ci fu una volta un 90° Minuto con 12 mln di ascolti perché l'Italia era ferma per la neve e ad andare in onda fu Galeazzi. Io feci una partita minore dalla sede di Roma, con Galeazzi che fece la conduzione e raccontò anche la partita della Lazio e che sul 3-2 non disse chi era stato l'autore della rete, facendo una battuta che fece scoppiare tutti a ridere, perché non si ricordava l'autore. Mi ricordo anche purtroppo anche un Samp-Milan quando morì un tifoso e rimasi lì per fare tutti i collegamenti per le varie trasmissioni".

E ha avuto anche un pensiero per Paolo Valenti: "Un padre buono, simpatico, intelligente, grande professionista, fu radiocronista di incontri importanti. Io dipendevo più da Sandro Petrucci e Tito Stagno. Stagno se sbagliavi la forma te lo diceva, Petrucci era un secondo padre e mi faceva qualche cazziatone e pochi complimenti". Mentre sugli inviati: "C'erano tutti inviati importanti, anche imitabili per via della loro voce e della cadenza. Sono stati anni belli. Necco era un fuoriclasse, che si occupava anche di cronaca nera, Carino era caporedattore della sede di Ascoli, tutti dei personaggi eccezionali. Certi gesti e parole erano parte dei vari personaggi, e certe cose venivano a braccio proprio. Mi ricordo dei look particolari, come Castellotti, Carino, ma non solo".

Volpi che poi ha aggiunto: "Per me è stato importantissimo non per la popolarità, che non mi interessava. E' servito perché dopo 6 anni di collaborazione mi ha assunto (ride, ndr). Mi ricordo che la prima volta feci un Roma-Fiorentina e subentrai per un'assenza. Quando non mi dicevano niente, vuol dire che era andata bene, perché complimenti non c'erano. 90° Minuto è finito quando è iniziato il calcio spezzatino. Dopo Valenti ci sono stati Galeazzi e Maffei e ancora c'erano i grandi inviati di un tempo. Col calcio spezzatino il fascino di vedere tutte le partite insieme è finito".

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Immagine editoriale di Luca Calamai
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