Lazio, Fabiani: "Bisogna abbassare i toni. Pedraza ha già firmato, aspettiamo Diogo Leite"
11.26 - Tra pochi minuti dagli studi televisivi del centro sportivo di Formello ci sarà la conferenza stampa di presentazione di Daniel Maldini, Edoardo Motta e Adrian Przyborek e prenderà la parola il direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani. Segui il live su Tuttomercatoweb.com
11.36 - È iniziata la conferenza stampa.
Il direttore sportivo Angelo Fabiani presenta il nuovo portiere biancoceleste Edoardo Motta: "Benvenuto a un ragazzo prelevato dalla Reggiana e che seguivamo. Si è contraddistinto anche per una presenza nella nazionale under 21, è un ragazzo di grandi prospettive. Un'operazione sulla falsariga di quella che ha portato Mandas, riponiamo in Motta tutte le nostre fiducie del caso. Non nascondo che c'era una concorrenza spietata".
Fabiani presenta anche il giovane polacco classe 2007 Adrian Przyborek: "È un ragazzo molto giovane del 2007, quest'anno ha collezionato 11 partite da titolare in Polonia con due gol. È un ragazzo che seguivamo da diverso tempo, ha delle straordinarie qualità tecniche. È chiaro che può migliorare ancora tantissimo, su una lista non stilata dal sottoscritto ma che tiene conto di questi ragazzi giovani è rientrato tra i primi 50 al mondo nati nel 2007. Ha ampissimi margini di miglioramento, ma già quello che ci ha fatto vedere sia in video che dal vivo ci è bastato per l'inserimento nella Lazio. Sono convintissimo che con Sarri crescerà notevolmente e si sentirà parlare di questo ragazzo come un calciatore di straordinaria importanza. Ha già avuto la soddisfazione di giocare in Conference League, c'è tempo per fare la scalata".
È il momento dell'ultimo acquisto Daniel Maldini, presentato così da Angelo Fabiani: "Ecco qua l'oggetto dei miei desideri e del mio collaboratore Alberto Bianchi. Noi ti abbiamo seguito molto al Monza, non a casa il direttore sportivo che avevi è stato un mio calciatore e mi ha sempre parlato bene di te e delle tue doti straordinarie. Una cosa mi ha colpito, mi è stato detto che quando Daniel capirà quanto è forte non ci sarà per nessuno. Mi auguro che questo percorso alla Lazio ti porti a essere un top, quando maturerai questa condizione ti toglierai tantissime soddisfazioni. Puoi giocare da esterno o da falso nove come ti ha impiegato Sarri, probabilmente con Sarri troverai un allenatore che metterà in risalto le tue caratteristiche. Hai lavorato con molti allenatori che forse non si addicevano alle tue caratteristiche, ami giocare a calcio nello stretto. Daniel è un giocatore di calcio vero con una tecnica straordinaria, hai poco tempo per maturare questa convinzione".
In conclusione della presentazione di Edoardo Motta, Adrian Przyborek e Daniel Maldini, il direttore sportivo Angelo Fabiani ha risposto alle domande dei cronisti presenti: "Per completare il mercato in entrata c'è l'accordo già siglato con tanto di contratto di Pedraza, che da luglio sarà un nuovo giocatore della Lazio. Diogo Leite lo abbiamo seguito, ci abbiamo parlato ma purtroppo ha avuto questo infortunio che lo terrà ai box circa 6-7 settimane. C'è un accordo di massima con il suo avvocato, vedremo se a stretto giro di tempo vorrà legarsi alla Lazio come voleva fare prima dell'infortunio. Credo sia arrivato il momento di abbassare tutti i toni e parto dal sottoscritto, si è venuto a creare un clima non bello che per la verità si respira all'esterno del nostro ambito lavorativo. Come avete sentito i nuovi hanno parlato in termini positivi del loro ambiente e dello spogliatoio, non è vero ciò che qualche volta mi viene riferito su delle discussioni e violenze di non so quale genere. Noi come parte tecnica della quale sono il responsabile ci siamo isolati per quello che è il nostro compito, ritengo che sia giunto il momento che ognuno per la propria parte, dai giornalisti ai tifosi passando per la società, riportare su dei binari della serenità e della tranquillità. Non nascondo che probabilmente ci abbiamo messo anche del nostro, però credetemi io non voglio fare il capopopolo, io sono uno del popolo e non prendo in giro nessuno. Io dico sempre ciò che rispecchia la realtà e i fatti, non le dicerie e le millanterie. Prendiamo il caso Romagnoli, ne ho sentite di tutti i colori e mi riserverò di agire per vie legali proprio per difendere la Lazio e l'onorabilità dei suoi tifosi. Ogni singolo tifoso deve avere la percezione che ci sono dei professionisti e degli impiegati che operano giorno e notte per il bene della Lazio. Chi vi parla viene da un anno tremendo per vicende familiari, ma non ha mai fatto mancare il supporto alla società, ai giocatori e allo staff. È brutto dirlo, ma il giorno in cui mio nipote si toglie un rene io non c'ero, ero qui per lavorare al servizio della Lazio. Si può discutere poi sul rendimento, se avrò fatto bene o male lo dirà il tempo, ma da qualche anno a questa parte ho gettato le basi per far sì che chi mi succederà per coltivare quelle ambizioni che ogni squadra deve avere troverà basi solide, roba che non ho trovato io. Dal settore giovanile alla squadra femminile, gestire giocatori che non hanno mai calcato il prato dell'Olimpico. Io sono una persona seria e coerente, vi chiedo scusa se durante il mercato non ho risposto, non sono uno di quei dirigenti che fa la corsa a dare la notizia. Dare una notizia qualche volta significa bruciare l'operazione, molte operazioni sono state bruciate da gruppi che non si fanno scrupolo nel guadagnare soldi. Non credo che nella storia ci sia un dirigente che abbia denunziato mediatori e presunti tali che volevano recare un danno al mondo Lazio. Questo è il rispetto che debbo portare al mondo Lazio, non le chiacchiere e non facendomi bello perché ho fatto 60/70 milioni di plusvalenze con giocatori acquistati a poco meno della metà e che tra l'altro non erano stati messi sul mercato né dal sottoscritto né dal presidente Lotito. Io non mi sono mai nascosto dietro la proprietà e non vado al guinzaglio di questo o quel presidente, in tante società ho imposto le mie idee. Nel bene o nel male poi queste idee hanno prodotto qualcosa di positivo a quelle società, mi dispiace quando vengono a dirmi che Massimo Piscedda ritiene la categoria dei direttori sportivi dei maggiordomi, premesso che neanche dispiacerebbe tanto servire a tavola perché sono una persona umile, al suo contrario. Se gli faccio la scheda tecnica poi mi diverto io, certe cose venite a dirmele in faccia. Pensate che io sia il servo sciocco dei procuratori? Io sono al servizio della Lazio e della sua comunità, prendere o lasciare. Sono disposto, caro Luciano Moggi, di fare un confronto pubblico. Troppo comodo e troppo facile parlare senza il contraddittorio, ma sono stato tirato per la giacchetta. A questi cantastorie dico che se vogliono un confronto pubblico mi chiamassero. Dico poi al signor Luciano Moggi che i libri non vanno romanzati scrivendo cazzate, bisogna scrivere la verità. A Massimo (Piscedda, ndr), per il quale nutro anche affetto, dico di mettere in moto il cervello prima di parlare, non fare il capopopolo. Non lo trovo corretto, aver fatto 60 partite in Serie A non ti dà il diritto di avere in tasca la verità assoluta. Io devo ringraziare pubblicamente Romagnoli, che in tutta questa vicenda è stato l'unico a usare il buon senso. Non credo che abbia rifiutato il trasferimento perché non sapeva, credo abbia rifiutato perché ha fatto delle considerazioni. Se ha rifiutato per principio questo gli fa ancora più onore, ma devono sapere questi signori che non si sono comportati bene, questi signori che risponderanno compreso Raiola dovranno spiegare davanti a un magistrato se erano al corrente o meno delle condizioni che loro ci avevano imposto. Io posso dimostrare con messaggi e con mail, loro dimostrano solo di essere degli ignoranti, arroganti che si permettono di dire che alle ore 20 negli uffici della Lazio non c'era nessuno. Ho detto prima che non sono stato all'ospedale da mio nipote e mi vergogno di questo, mi assumo tutte le mie responsabilità, ma questi soggetti che pensano che la Lazio sia la vigna dei coglioni non avranno la vita facile. Non lo posso tollerare, poi vorrei dire un'ultima cosa, qui non bisogna fare come i ladri di Pisa che di giorno stanno litigati e la sera vanno a rubare insieme. Qui bisogna essere tutti coerenti e dico Lotito, Fabiani, Sarri, calciatori e inservienti, reparto medico, tutti. Qui non bisogna mettersi la giacca con lo stemma della Lazio e questo è sufficiente per fare, qui bisogna mettersi in testa che la Lazio è di tutti, la Lazio ha un attuale presidente che la governa. Bene o male non lo so e non mi frega niente, io so solo quello che faccio io e la Lazio è un patrimonio di tutti i tifosi, della città. E se devo dirvela tutta mi consentirà una bacchettata il presidente, forse con la sua generosità alcuni collaboratori gli raccontassero verità diverse, accumulando problemi su problemi. Quando vi dico che mi sono ritrovato a gestire una situazione al limite dico la verità, la sacrosanta verità. Sono arrivato alla soglia dei 65 anni e faccio questo lavoro per vera passione, non per un discorso economico. Il presidente me l'ha detto del contratto, io non lo faccio per soldi, in Serie C guadagnano più di me. Faccio questo lavoro per passione e per amore, non prendo per il culo nessuno. Smettiamola di fare i capopopoli, i tifosi capiscono e sanno. Ricordate che il popolo è vulnerabile, oggi ti porta in cielo ma come si accorge che lo prendi per il culo ti lascia. Spero che questo messaggio arrivi ai mercanti, interni ed esterni. Fino a quando ci sarà Fabiani nessuno sfrutterà la Lazio".











