Addio a Mircea Lucescu, il mago che portò il Brescia in A: la stagione perfetta in Serie B
Il mondo del calcio piange Mircea Lucescu, scomparso oggi all'età di 80 anni. Tra i tanti capitoli di una carriera sterminata, c'è un angolo tutto italiano, tutto di Serie B, che i tifosi del Brescia non hanno mai dimenticato: la stagione 1991-92, quella della promozione in Serie A dopo cinque lunghi anni di cadetteria.
Il progetto Corioni e la scelta rumena
Tutto nasce dall'intuizione di Gino Corioni, che proprio in quella stagione consolida il suo controllo sul club bresciano e guarda a est per costruire qualcosa di nuovo. La scelta cade su Lucescu, ex bandiera della Dinamo Bucarest e della nazionale rumena con 74 presenze, che arriva in veste di Direttore Tecnico per via delle stringenti norme dell'epoca sul tesseramento di professionisti stranieri nei club italiani. La panchina, infatti, viene affidata ad Adelio Moro, ma è il tandem Lucescu-Moro a disegnare il Brescia che conquisterà il campionato cadetto. Un modello insolito per l'epoca, che funziona alla perfezione.
Una Serie B dominata con 49 punti
Il Brescia percorre il campionato con una solidità rara, raccogliendo 49 punti in modo equilibrato: 24 nel girone d'andata, 25 nel ritorno. Una continuità che non lascia spazio a rimpianti né a crolli. In Coppa Italia le Rondinelle superano il primo turno a spese del Pescara, salvo poi essere eliminate dal Milan nel secondo. Il titolo di capocannoniere va a Maurizio Ganz con 19 reti, bottino che gli vale anche il primato della Serie B quell'anno. Saurini si muove in doppia cifra con 11 gol: un attacco che da solo vale la promozione.
Il secondo titolo cadetto della storia bresciana
Il 20 giugno 1992 il Brescia taglia il traguardo con il primo posto in classifica, conquistando il secondo titolo nella storia del campionato cadetto, il primo risaliva al 1964-65. Le Rondinelle tornano in Serie A dopo cinque stagioni di assenza, assieme a Pescara e Ancona. Un'impresa costruita con metodo, mercato e la visione di un uomo che al Brescia non si fermerà qui.
Un ciclo lungo cinque anni tra A e B
Il legame di Lucescu con le Rondinelle va ben oltre quella promozione. Nella stagione 1992-93 il Brescia chiude quindicesimo in Serie A, non abbastanza per salvarsi direttamente: la retrocessione arriva dopo aver perso lo spareggio con l'Udinese. Lucescu non si arrende e riporta il club in massima serie già l'anno successivo, con un terzo posto nel campionato cadetto 1993-94. La seconda avventura in Serie A si rivela però ancora più travagliata: dopo 20 giornate nella stagione 1994-95, con la squadra all'ultimo posto, arriva l'esonero nel febbraio 1995. Il Brescia lo richiama però già per la stagione 1995-96 in Serie B: dopo un buon avvio, le Rondinelle entrano in una spirale negativa che porta a un secondo esonero alla vigilia della 25ª giornata.
Fine di un ciclo, ma non della memoria.











