Spalletti non è andato oltre i propri limiti. Ma nemmeno ha tradito le attese...
La storia di Luciano Spalletti racconta di un allenatore che nella sua ormai più che ventennale carriera da tecnico ad alti livelli ha concluso la Serie A al secondo posto per ben quattro volte. In una occasione, da subentrato, ha trascinato la Roma fino al terzo posto e in tre circostanze - due volte all'Inter, una all'Udinese - ha concluso il campionato al quarto posto. Quest'anno Spalletti, a quattro giornate dalla fine del campionato, è terzo in classifica. Perfettamente in linea col suo curriculum, oltre che con l'ultima stagione: 67 sono i punti conquistati dal Napoli nelle prime 34 giornate della Serie A 2020/21, 67 sono i punti del Napoli oggi.
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E quindi? A fare la differenza, è soprattutto il cammino delle rivali. Se è vero che la Juventus ha tre punti in meno, da registrare rispetto allo scorso campionato è soprattutto il crollo dell'Atalanta: 14 punti in meno. E' così che il Napoli - nonostante un solo punto conquistato nelle ultime tre gare - può già considerarsi sicuro del posto in Champions.
La prima parte di stagione aveva probabilmente illuso tutti: 28 punti nelle prime 10 giornate lasciavano presagire un Napoli di nuovo competitivo per lo Scudetto. Ma in fondo l'impatto che Spalletti ha avuto a Napoli non è stato poi troppo diverso da quello che ebbe a Roma quando tornò a stagione in corso.
A Spalletti si può quindi imputare di non esser andato oltre i propri limiti, non di aver tradito le aspettative. E anche il Napoli di non aver fatto né meglio né peggio rispetto alla scorsa stagione, anche perché la rosa è rimasta grossomodo la stessa. In fondo, rispetto a dodici mesi fa è cambiato poco o nulla. Sono andati via prima Hysaj, Maksimovic e Bakayoko e poi Manolas, sono arrivati Juan Jesus, Anguissa e poi Tuanzebe. La squadra non è stata rinforzata, nemmeno indebolita, e ha risposto come un anno fa. Non era allora una squadra da Scudetto, non lo è adesso.
A fare la differenza, quindi, è stato soprattutto il cammino delle rivali. Con 67 punti, un anno fa, il Napoli sarebbe stato al quinto posto in classifica, oggi è terzo e ha blindato la qualificazione alla prossima Champions. Contro l'Inter di Conte, un anno fa, anche il passo tenuto fino alla sfida contro la Fiorentina non sarebbe bastato per sognare lo Scudetto: a inizio aprile invece sembrava un obiettivo. Per demeriti delle rivali più che per meriti di un Napoli che, se davvero vuole competere per il titolo, avrebbe bisogno di una rifondazione ben più profonda del cambio di allenatore.











