Inter campione d'Italia, il pagellone: Lautaro il trascinatore. La firma di Chivu sullo Scudetto
L'Inter è campione d'Italia per la ventunesima volta nella sua storia. Un successo non scontato visti i cambiamenti della scorsa estate, ma meritato per tutta la stagione. TMW vi propone il pagellone di tutti i giocatori che hanno contribuito a questo successo reso ufficiale dalla vittoria contro il Parma.
Sommer 6 - Non certo la sua miglior stagione né in carriera né in nerazzurro, ma è comunque stato un punto fermo per Cristian Chivu. Qualche errore, le parate decisive non sono arrivate come negli anni scorsi, con Sommer che ha trovato più difficiltà del previsto. Sullo Scudetto ci sono però anche le sue mani, in quella che potrebbe essere la sua ultima stagione in nerazzurro.
Di Gennaro sv
Martinez 6 - Tre presenze, con un solo gol subito e la sensazione che potesse dare sicurezza alla retroguardia nel momento in cui sarebbe stato chiamato in causa. In Coppa Italia ha avuto tutto un altro impatto, da titolare fisso, ma la valutazione è frutto solo delle partite giocate in campionato. E Martinez, seppur da comprimario, ha dato il suo piccolo contributo per il titolo.
Dumfries 7 - Stagione dai due volti per l'esterno olandese, che non è stato protagonista assoluto ma per il semplice fatto di essere stato infortunato per tanto, troppo, tempo. Dopo l'avvio di campionato positivo lo stop per i problemi alla caviglia che lo ha tenuto ai box da fine novembre 2025 a inizio aprile. La doppietta messa a segno contro il Como nella trentaduesima giornata, in un momento tanto complicato quanto decisivo per l'Inter, ha avuto un peso specifico enorme nella corsa Scudetto. Quella è stata la sua firma sul tricolore.
De Vrij 6 - Solo nove presenze, sei delle quali da titolare, con un particolare non trascurabile: quando Chivu lo ha mandato in campo da primo minuto l'Inter ha sempre vinto. Mai una sconfitta neanche quando è subentrato e pur senza essere stato un vero protagonista è stato una certezza quando chiamato in causa.
Acerbi 6 - Il tempo passa anche per lui, inevitabilmente. L'arrivo di Akanji ha limitato il suo impiego e alla fine sono state, fino a oggi, sedici le presenze in questo campionato. A inizio stagione restava un punto fermo, poi le panchine sono aumentate, senza però mai una parola fuori posto e un altra stagione da professionista assoluto, con la sua esperienza messa al servizio della squadra e dei più giovani.
Akanji 7,5 - Sempre titolare dal giorno in cui ha messo piede per la prima volta ad Appiano Gentile, una sicurezza per tutta la squadra. I due gol segnati hanno impreziosito una stagione da protagonista assoluto al centro della retroguardia nerazzurra, rappresentando con le sue prestazioni quello che forse è stato il miglior acquisto della stagione da parte di Marotta e Ausilio, che avranno adesso il compito di cercare di trattenerlo acquistandolo a titolo definitivo dal Manchester City.
Carlos Augusto 6,5 - Due panchine per 90 minuti, un'assenza per infortunio e una per squalifica. Il resto? Tutte gare giocate, per intero o in parte. Questi dati la dicono lunga sulla stagione dell'esterno brasiliano, diventato ormai un vero e proprio terzo di difesa. La sua duttilità, comunque, è stata un'arma per Chivu, che ha puntato molto sull'ex Monza in questo campionato. Un gol e due assist il suo bottino, per un giocatore che ha contribuito più di quello che si potrebbe pensare al ventunesimo Scudetto dell'Inter.
Bisseck 7 - Una delle sorprese più belle della stagione dell'Inter. Titolarissimo in difesa insieme a Bastoni e Akanji a partire dalla quindicesima giornata, quando è diventato a tutti gli effetti un punto fermo per Cristian Chivu, che lo ha fatto crescere in modo esponenziale in questo campionato. Tre gol e due assist per lui e un messaggio che vale sì per il presente ma anche per il futuro: perché le ventuno presenze messe insieme fino a oggi sono solo l'inizio di quella che ha tutti i crismi per essere una carriera a tinte nerazzurre di alto livello.
Dimarco 8 - Le parole non bastano per far capire quanto sia stato decisivo per l'Inter nella corsa che ha portato allo Scudetto. Diciotto assist in campionato rappresentano un numero fuori da ogni logica, con la possibilità di incrementarlo ancora continuando ad aggiornare il record in una singola stagione di Serie A. Dal suo mancino sono nati tantissimi gol dell'Inter, compresi i sei siglati mettendosi in proprio. La somma, tra reti fatte e assist forniti, fa ventiquattro: inutile aggiungere altro. Dopo Lautaro è tra i tre giocatori che abbiamo messo sul secondo gradino del podio dei migliori giocatori stagionali dell'Inter in questa cavalcata che ha portato al ventunesimo Scudetto.
Darmian sv - Soltanto cinque presenze, delle quali una sola da titolare. Una stagione non certo da protagonista, ma sarà un altro Scudetto nella sua carriera.
Bastoni 6,5 - Una prima parte di stagione sui soliti standard, poi l'evento che ha cambato tutto. La simulazione che ha portato all'espulsione di Kalulu, le polemiche, i fischi in ogni stadio avversario, il cartellino rosso in Nazionale contro la Bosnia e i problemi alla caviglia. Tutti colpi che avrebbero mandato al tappeto chiunque, ma Bastoni, pur in mezzo a tante difficoltà, ha continuato a fare il suo lavoro. Non con gli stessi risultati, sia chiaro, ma comunque con un contributo che ha portato alla vittoria dello Scudetto.
Zielinski 8 - E chi lo avrebbe mai detto che alla fine di questa stagione sarebbe stato uno dei migliori dell'Inter? La cura Chivu lo ha rigenerato, lo spostamento in cabina di regia, quando Calhanoglu era costretto ai box, ha fatto il resto. Sei gol fatti come impreziosimento di una stagione da protagonosta assoluto. Ha fatto ricredere tutti coloro che pensavano non potesse tornare sui livelli di Napoli e la sia firma su questo Scudetto dell'Inter, il suo secondo personale dopo quello del 2023, è stata enorme.
Sucic 6,5 - Uno dei più utilizzati da Chivu, non dal punto di vista del minutaggio ma da quello delle presenze in campo, visto che prima o dopo il tecnico lo ha sempre schierato. La sua prima stagione in nerazzurro è stata positiva, impreziosita da un gol in campionato. Questo è il suo primo Tricolore per un centrocampista che presto diventerà un punto fermo della rosa dell'Inter.
Luis Henrique 6 - Arrivato a Milano per essere un'alternativa a Dumfries alla fine è stato uno dei giocatori che hanno trovato più minutaggio, complici gli infortuni che hanno tenuto fuori l'olandese per vari mesi. Non è stato una certezza assoluta, ha trovato alcune difficoltà di troppo, ma alla fine ha svolto il suo lavoro degnamente, trovando anche un gol, contro il Sassuolo, e provocandone un altro, contro la Juventus.
Frattesi 6 - Un comprimario, niente di più. A inizio stagione la sua speranza era quella di poter trovare più spazio rispetto al passato ma alla fine ne ha trovato ancora meno. Chivu non lo ha mai considerato un titolare e la domanda che ci facciamo è: perché non ha deciso di andare altrove a gennaio? Forse per lottare per lo Scudetto con l'Inter, ma il Tricolore sarà solo una magra consolazione per la sua stagione da poco più di 500 miniti.
Diouf 6 - Una sola presenza da titolare, sedici quelle totali fino a oggi. Troppo poco per valutare davvero quello che potrebbe dare all'Inter. La sensazione è che questa sua prima stagione in Italia gli sia servita per crescere. Tra qualche mese scopriremo se siamo sulla strada giusta.
Calhanoglu 8 - Vero e proprio protagonista, seppur bloccato per tanto tempo dagli infortuni. I suoi nove gol messi a segno sono stati fondamentali, le sue prestazioni sono sempre state di livello altissimo e se l'Inter è tornata a vincere lo Scudetto dopo due anni dall'ultima volta i meriti del turco sono tanti. Il numero 20 è uno dei leader di questa squadra e lo ha dimostrato ogni volta che è sceso in campo.
Mkhitaryan 6,5 - Meno impiegato rispetto agli ultimi anni, anche per l'esplosione di Zielinski. Ma il suo lo ha sempre fatto ed è stato spesso la soluzione a gara in corso per Chivu, anche nei momenti più difficili della stagione. Da capire se il suo futuro sarà ancora in nerazzurro, ma la sua firma sullo Scudetto c'è stata eccome.
Barella 7,5 - Nella classifica dei minuti giocati con la maglia dell'Inter in questo campionato è al quarto posto, segno di come sia stato uno di quelli che hanno trascinato la squadra in tutta la stagione. Dopo un digiuno dai gol durato sei mesi, in questo finale ha trovato due reti che hanno reso ancora migliore la sua annata. Spesso capitano, viste le assenze di Lautaro, è stato uno dei leader in campo e fuori della rosa di Chivu.
Thuram 7,5 - Tredici gol che hanno contribuito in modo decisivo alla vittoria dello Scudetto dell'Inter. Certo, ha vissuto un lungo periodo di astinenza che avevano fatto dubitare della sua importanza, ma ogni dubbio è stato spazzato via nelle ultime settimane, quando si è caricato sulle spalle il peso dell'attacco nerazzurro, che ha dovuto fare a meno di Lautaro Martinez, segnando le reti decisive per l'allungo definitivo in classifica.
Lautaro Martinez 8,5 - Il migliore, ancora una volta. Leader assoluto dell'Inter, capitano di mille battaglie che anche da infortunato non ha mai rinunciato ad andare in panchina con i suoi compagni. Nella prima parte della stagione è stato decisivo più che mai, poi gli stop che lo hanno frenato, fino alla partita che ha svoltato il campionato dell'Inter, quella contro la Roma dopo l'ultima sosta della stagione. Gara nella quale ha segnato la doppietta più importante della sua stagione, dando la spinta decisiva ai suoi verso la sconfitta dello Scudetto.
Bonny 7 - Lo diciamo per lui e il discorso vale anche per Pio Esposito. La differenza tra l'Inter dell'anno scorso e quella di quest'anno è stata rappresentata dei gol degli attaccanti di scorta e soprattutto a inizio campionato l'ex Parma è stato decisivo. La rete più importante? Quella all'Olimpico contro la Roma nel girone di andata. Per il resto ha dato il suo contributo sia da titolare che da subentrante. La sua avvenutura all'Inter è solo all'inizio, ma intanto può già festeggiare lo Scudetto.
Pio Esposito 7,5 - Altro bomber di scorta decisivo, come abbiamo già detto. Mezzo voto in più per come ha saputo rendersi protagonista arrivando dalla Serie B e dovendo gestire la pressione dei tantissimi complimenti che gli sono arrivati, con paragoni con centravanti del passato scomodi che non gli hanno comunque mai fatto perdere la strada. La scorsa estate Marotta rifiutò 50 milioni per lui e la scelta è stata giusta. Pio Esposito sarà il centravanti del futuro per i nerazzurri, con il primo Scudetto già messo nella sua personale bacheca.
Chivu 8 - Raccogliere l'eredità di Simone Inzaghi non era semplice, far ritrovare la fiducia a un gruppo che l'anno scorso aveva perso tutto dopo aver accarezzato il sogno triplete lo era ancora meno. Ma Chivu è stato perfetto, nonostante la partenza a handicap fatta da due sconfitte nelle prime tre giornate. Dalla quarta in poi la sua squadra è partita e non si è fermata più, fino ad arrivre al momento decisivo della stagione, quando ha saputo gestire tutte le pressioni provenienti dall'esterno isolando la sua squadra dalle tante polemiche che si sono scatenate. Il suo contributo in questa cavalcata è stato impressionante: l'Inter ha trovato un grande allenatore.











