Inter, è ancora rimonta all'ultimo respiro. Questo Thuram è nel prime
Marta Bonfiglio
Il tempo scivola via, San Siro trattiene il fiato e sul volto di chi veste nerazzurro comincia a farsi spazio lo spettro di una sconfitta beffarda. Il tabellone segna il novantesimo minuto, la Fiorentina assapora l'impresa e l'Inter sembra intrappolata in un pomeriggio che non vuole saperne di raddrizzarsi. È in quell'istante sospeso, quando ogni pallone può essere l'ultimo e la speranza rischia di confondersi con l'illusione, che Marcus Thuram decide di cambiare il finale. Senza Lautaro Martinez, l'attacco ricade sulle sue spalle e il francese non si nasconde. Cerca spazi, lotta con i difensori avversari e continua a giocare con la convinzione di chi sa che una partita può cambiare in un solo istante. Al 90' trova il gol del pareggio con una conclusione precisa, rimettendo in piedi un'Inter che fino a pochi secondi prima sembrava destinata alla sconfitta. Poi, al 97', si procura il calcio di rigore che Zielinski trasforma, completando una rimonta incredibile. Thuram entra direttamente nei momenti che decidono la partita, prima segnando e poi creando le condizioni per il gol della vittoria.
Dalle occasioni sprecate alla reazione nerazzurra
La vittoria contro la Fiorentina nasce anche dalla capacità dell'Inter di non perdere la bussola dopo essere passata in svantaggio. La squadra di Cristian Chivu costruisce diverse opportunità nel corso della gara, ma trova sulla propria strada un De Gea decisivo, capace di opporsi alle conclusioni nerazzurre e di tenere a galla i viola. Anche Thuram e Pio Esposito si vedono negare la gioia del gol, mentre nella ripresa la pressione interista aumenta senza trovare subito lo sbocco sperato. A rompere l'equilibrio è Jimenez al 65', con una conclusione dalla distanza che sorprende Provedel e sembra indirizzare definitivamente la sfida. L'Inter, però, non si disunisce. Carlos Augusto colpisce due traverse nel giro di pochi minuti, alimentando la sensazione che il pareggio sia vicino, ma anche la frustrazione per le tante occasioni non concretizzate. È proprio qui che emerge la differenza tra una squadra che si arrende al risultato e una che continua a cercarlo. I nerazzurri insistono, alzano il ritmo e si riversano in avanti fino agli ultimi istanti, trovando nel finale la ricompensa per una pressione mai interrotta. Il 2-1 conclusivo premia una reazione di carattere.
E' ancora rimonta
Quella contro la Fiorentina non è una rimonta isolata, ma l'ennesima dimostrazione di come questa Inter abbia sviluppato la capacità di restare dentro le partite anche quando tutto sembra girare dalla parte sbagliata. La squadra di Cristian Chivu continua a trovare risorse nei momenti più complicati, rifiutando l'idea della sconfitta e cercando fino all'ultimo la strada per cambiare il risultato. Una caratteristica che, giornata dopo giornata, sta diventando uno dei tratti distintivi dei nerazzurri. La consapevolezza che novanta minuti non bastano a decretare la fine di una battaglia e che ogni pallone può ancora raccontare una storia diversa. Naturalmente, non mancano gli aspetti da migliorare, a partire dalla concretezza sotto porta, perché concedersi troppe occasioni sprecate significa rischiare di compromettere partite che l'Inter avrebbe le qualità per indirizzare prima. Ma la capacità di reagire, di non disunirsi dopo un gol subito e di continuare a crederci rappresenta un patrimonio importante nel corso di una stagione lunga e piena di insidie. In questo contesto si inserisce anche la crescita di Marcus Thuram, chiamato a prendersi responsabilità ancora maggiori in assenza di Lautaro Martinez. Il francese risponde con una prestazione decisiva, dimostrando di poter essere un punto di riferimento non soltanto in area di rigore, ma anche per personalità e atteggiamento. La rimonta contro la Fiorentina consegna all'Inter tre punti pesantissimi e conferma una certezza: questa squadra può attraversare momenti difficili, può soffrire e può anche trovarsi con le spalle al muro, ma non smette di lottare.






