La Juventus non esce del tutto ridimensionata da Bergamo. Perché Spalletti può essere ottimista
La Juventus perde 3-0 a Bergamo contro l'Atalanta nei quarti di Coppa Italia, ma non esce ridimensionata dalla sfida della New Balance Arena. La squadra di Luciano Spalletti, contrariamente a quello che farebbe pensare il risultato, ha prima avuto le occasioni per passare in vantaggio, con Conceicao che si è fatto murare a tu per tu con Carnesecchi e dopo ha colpito una traversa.
Successivamente, dopo l'episodio estemporaneo del rigore per la Dea, ha reagito e ha sfiorato l'1-1 con Bremer di testa, ma anche con McKennie sugli sviluppi di corner e con un contropiede tre contro uno gestito davvero male. L'impressione è che sia mancata concretezza nel reparto offensivo, un vecchio problema che sembrava essere ormai superato e che invece ora torna a preoccupare.
Il 2-0 di Sulemana invece è arrivato al 78' in contropiede, dopodiché i bianconeri hanno staccato la spina e mollato la presa, finendo per venire puniti anche da Pasalic. Al di là degli innegabili meriti da parte dei nerazzurri, è importante sottolineare come Spalletti debba guardare con ottimismo al futuro. La Juventus ora ha un'identità e un'idea di gioco, deve però trovare maggiore sicurezza nei propri mezzi e cattiveria negli ultimi metri. Solo così potrà tornare davvero a fare paura.











