Lazio, (finalmente) la serata di Marcos Antonio: sabato l’esame San Siro
Quante volte ha sognato una notte simile quest’anno? Tante, infinite. Ha dovuto aspettare maggio, Marcos Antonio, per conquistarsi l’Olimpico: il piccolo folletto fa suo il grande palcoscenico, prendendosi migliaia di applausi. Prima un cioccolatino a Vecino in occasione dell’1-0 annullato dal Var, un rasoterra filtrante di sinistro a spaccare la difesa, poi una deliziosa palla alta a scavare la difesa per mettere in porta Felipe Anderson per il vero 1-0. Una prestazione impeccabile palla al piede, una gestione del possesso deliziosa, nonostante alcune pecche in fase difensiva dove deve ancora crescere.
Tra un adattamento difficile, la crescita di Cataldi e una cospicua dose di sfortuna (vedi la sostituzione dopo 15 minuti con il Cluj per l’espulsione di Patric), il 22enne brasiliano acquistato per 8 milioni più 2 di bonus dallo Shakhtar ha vissuto un anno da riserva. Neanche da seconda linea, proprio da ultimo in rosa. Il suo utilizzo lo testimonia: solo 4 partite da titolare in campionato (14 presenze), per un totale - contando le coppe - di 600 minuti complessivi.
Sperava di prendersi la scena dopo il gol contro lo Spezia, Marcos Antonio, deluso poi dall’esclusione la partita seguente contro il Torino: senza Cataldi, si aspettava di giocare, invece è rimasto in panchina. Ieri però ce l’ha fatta e può essersi accesa la sua luce nella grigia annata. Un momento spartiacque? Chissà. Intanto sabato a San Siro contro il Milan si candida per una maglia da titolare: per la prova di ieri e per gli infortuni di Cataldi (polpaccio destro) e Vecino (problema al flessore della coscia destra).






