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Napoli, l'esempio Vergara porti a riflettere: gli azzurri tra i club che sfruttano meno i giovani

Niccolò Righi
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Niccolò Righi
venerdì 6 febbraio 2026, 11:13Serie A
06.02.2026 11:13Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Non esistono solo i Vergara, e forse il vero passo in avanti sta proprio nell’imparare a individuarli e valorizzarli prima. Negli ultimi anni il Napoli, in realtà, ha lavorato con una certa continuità sul fronte del vivaio: da Insigne ad Antonio, passando per Luperto, Gaetano, Ambrosino, Zanoli, Zerbin e Contini, sono diversi i calciatori cresciuti in casa capaci di ritagliarsi spazio stabile tra Serie A e Serie B. Eppure gli azzurri sono ancora tra i club che sfruttano meno i propri prodotti interni, anche se le sue giovanili sono tutt’altro che povere di qualità, come dimostrano i dati del passato e le prospettive future.

Il talento non manca, anzi: negli ultimi due anni il settore giovanile è stato rafforzato da numerosi innesti. L’arrivo di Giovanni Manna ha inciso in modo significativo, perché l’esperienza maturata con la Next Gen della Juventus ha portato in Campania un metodo più strutturato e una rete di osservazione ampia, attiva sia in Italia che all’estero. Da qui gli arrivi di profili come gli argentini Baridò e Pereyra, oltre a calciatori come Genovese, Smeraldi, Gorica e Lo Scalzo, per un totale di circa dieci innesti a basso costo ma ad alto potenziale, oggi a disposizione di mister Rocco. I riflettori sono puntati sul 2009 Mohamed Seick Mané, ma anche Buondonno in Under 15 e Tambaro in Under 14 mostrano segnali molto promettenti.

Per far crescere davvero questo patrimonio servirà però risolvere presto il nodo delle strutture. La ricerca di un nuovo centro sportivo prosegue, tra ipotesi e sopralluoghi, mentre l’attuale soluzione non potrà durare ancora a lungo. Perché il talento c’è, ma senza strutture adeguate rischia di non bastare. Lo scrive Il Mattino.

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Immagine editoriale di Enzo Bucchioni
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