Napoli, riecco Lukaku. Roma, quanti temi sul tavolo dei Friedkin: le top news delle 13
Romelu Lukaku torna a Napoli ma questa volta non sarà una semplice comparsa, il belga è chiamato a restare fino al termine della stagione e, soprattutto, a chiarire con Antonio Conte. Tra i due, legati in passato da un rapporto molto stretto, si è creata una frattura evidente che ora necessita di un confronto diretto. Lukaku dovrà spiegare le ragioni della sua assenza e di quel mancato incontro con il tecnico che ha lasciato strascichi pesanti. Il rischio, tutt’altro che remoto, è quello di una possibile esclusione dalle convocazioni nelle ultime tre partite di campionato. Una decisione che il club valuterà a breve, mentre il giocatore è atteso a Capodichino per iniziare il percorso di recupero sotto la supervisione dello staff medico guidato da Raffaele Canonico. I buoni rapporti tra il suo agente Federico Pastorello e il presidente Aurelio De Laurentiis potrebbero contribuire ad ammorbidire eventuali sanzioni, ma il nodo principale resta tecnico, perché Conte dovrà decidere se reintegrarlo o continuare a lasciarlo ai margini, come accaduto nelle settimane precedenti. Sul fondo, si intreccia anche la questione nazionale. Il commissario tecnico del Belgio, Rudi Garcia, vuole un Lukaku al massimo della condizione in vista del Mondiale e si aspetta segnali concreti dal campo. Il paradosso di una convocazione senza minuti nelle gambe è reale. Le prossime settimane saranno decisive non solo per il finale di stagione, ma anche per il futuro del belga a Napoli.
La Roma resta concentrata sulla sfida contro la Fiorentina, ma lo sguardo è inevitabilmente rivolto anche a ciò che verrà. Finché l’aritmetica lo consente, il sogno Champions rimane vivo, anche se il pareggio del Como dovrebbe dare alla banda di Gasp un cauto ottimismo per blindare prima il quinto posto. Come scrive Il Messaggero, all’Olimpico, davanti a circa 60mila tifosi, potrebbe esserci anche Ryan Friedkin, arrivato a Ciampino ma non ancora visto a Trigoria, dove invece è stato notato il fratello Corbin. La sua presenza sarebbe significativa in un momento chiave in cui sembra arrivato il tempo di pianificare la nuova Roma, non solo sul mercato ma anche a livello organizzativo. Dopo l’addio di Ranieri e la situazione incerta de direttore sportivo Ricky Massara, serve una scelta chiara sul futuro dirigente. Tra i preferiti restano D’Amico e Manna, ma convincere Atalanta e Napoli non sarà semplice; sullo sfondo, invece, Paratici e Giuntoli. Da capire, infine, se i Friedkin vorranno inserire nell'organigramma societario un altra figura, visto che il vuoto ormai lasciato da un anno dall'addio di Lina Souloukou come CEO del club dev'essere ancora riempito. Secondo punto: i rinnovi. Cristante e Mancini hanno già prolungato, Hermoso è vicino a far scattare la clausola unilaterale entro il 30 giugno, mentre si dovrà discutere con Pellegrini e Dybala. Terzo punto: i calciatori da sacrificare entro il 30 di giugno sull'altare del Settlement Agreement. L'indiziato principale appare essere Koné ma occhio ai calciatori che sono stati pressoché ammortizzati come Pisilli, Ndicka, Svilar e Soulé che a bilancio è ancora sulla quindicina di milioni, ma che ha molto mercato in Premier (Aston Villa su tutti). Quarto punto: definizione del nuovo staff medico e di parte dello staff tecnico attuale, visto che almeno il 60% è composto da uomini di Ranieri. E poi ultimo, ma non certamente secondario, il mercato. Gasp in tal senso ha le idee molto chiare e stavolta vuole essere seguito.
Un momento carico di emozione ha preceduto la sfida tra Bologna e Cagliari, con lo stadio che si è fermato per rendere omaggio a Alex Zanardi, scomparso a 59 anni. Dalla curva felsinea è apparso lo striscione: “Ciao Alex, orgoglio bolognese”. Un messaggio che ha raccolto l’applauso di tutto il pubblico, unito nel ricordo di una figura simbolo non solo per la città ma per tutto lo sport italiano. Zanardi, bolognese di nascita, è stato un esempio di determinazione e rinascita: dai circuiti della Formula 1 e della CART fino ai trionfi paralimpici, passando per le durissime prove affrontate nella sua vita: nel 2001 il primo incidente gli costò l'amputazione delle gambe e il secondo nel 2020 in handbike.











